venerdì 3 giugno 2016

Tra acqua e acqua c'è musica e poesia - Giorgia Monti


Performer

Brava interprete di poesie

Artista eclettica

Indefessa e curiosa 

sempre alla ricerca di stimoli e slanci, nuove contaminazioni e stratificazioni


Da anni parlo così di Giorgia Monti, quindi nessuna sorpresa da parte mia quando mi ha detto mesi fa: “Sere, voglio incidere un CD di musica e mie poesie!”

La copertina dell'ep e CD 

Un CD? Quando tutte noi siamo concentrate sulla pubblicazione cartacea, ecco che arriva lei con una nuova avventura, non propriamente tradizionale per una poeta.

Giorgia, ma perché un CD?

"Perché...perché? Amo la musica da sempre, la maggior parte dei miei reading sono accompagnati da musica, credo molto nella commistione parola e suono. Il CD mi è stato proposto da Fabio Fanuzzi quando mi ha sentita presentare Francesca Del Moro (scrittrice e performer, ndr) e leggere una sua poesia. E così ho deciso di farlo, perché sperimentare mi piace, il mio editore dice che i miei testi sono musicali e che nella ricerca delle parole che faccio c'è un'indagine tesa al significato e alla sonorità. Non cerco le rime che non amo molto, bensì consonanza e assonanza, oltre alla musicalità della parola, che si sente quando la si legge. E' un po' il concetto "significato/significante" che include anche questo aspetto. Credo che la musicalità integri e rafforzi la parola, non la faccia soccombere come in alcuni casi che ho sentito"

L'interno del CD con le foto di Valentina Gaglione




Che razza di mondo,
Ed. Cicorivolta, 2012


"Inoltre la poesia ha bisogno di attualizzarsi e questo è anche un modo per veicolarla, ovviamente la parola è predominante. Io scrivo poesie non canzoni, e queste registrazioni non vogliono essere tali, come in altre registrazioni che ho sentito, certamente belle, ma dove la parola si perdeva.
Credo nelle contaminazioni, come nel mio primo libro ("Che razza di mondo" Ed. Cicorivolta, 2012 ndr), la parola si mischiava con l'arte pittorica, qui la musica dialoga con le parole."





E così il 14 aprile esce online su Spotify e ITunes, oltre che su CD, l’ep “Tra acqua e acqua” 4 poesie inedite di e recitate da Giorgia: “Prendi me”, “Tra acqua e acqua”, “Senza titolo”, “Dachau”. Al basso, batteria, chitarra Fabio Fanuzzi, al piano e sax Mario Sboarina. Registrato e masterizzato presso @Fuzz studio recording e con le splendide foto di Dissonanzeridondanti di Valentina Gaglione.


Ascolto online:
http://spoti.fi/1Uv2HFk

http://apple.co/1Uv2UIC


Il CD, sia per musica che per confezione, è di alta qualità, nulla da invidiare a quelli che compriamo dei nostri cantanti preferiti. E’ interessante la sintesi armoniosa tra poesia, recitazione di Giorgia (molto concentrata e ben diretta nell’interpretazione, in qualche punto dal tono più teso di quando legge nei suoi reading) e musica di diversi strumenti.




Sono molto intrigata dalla prima poesia, poiché è duplice e antitetica: Giorgia non crede in Dio, ma tuttavia gli parla, non lo prega, ma allo stesso tempo gli fa una richiesta.


“Prendi me.

Dio che non ti prego, accogli le mie mani disgiunte.

Dio che non ti credo, ascolta la mia parola sola.

Dio che non ti vedo, baratta la mia carne con la sua.

E finalmente abbi peso.”



“Tra acqua e acqua” ha musiche arabeggianti, bello il finale in cui riecheggia la frase: “La differenza tra acqua e acqua è il sale in gola”.


Il sax accompagna “Senza titolo” che si apre con una frase che racchiude, ahimé, un concetto che da secoli viene imposto da subito a noi donne: “A sentirmi piccola mi avete insegnato” . Ma Giorgia, come tante donne, non si spezza, anzi “invece poi inciampo di luce, ho fiuto, abilità di mani ai pensieri allacciate”. Come accade in altre sue poesie, l’inizio è segnato da una imposizione esterna negativa, che pare poterla annientare, ma alla quale risponde con orgoglio e forza per poi sfociare nel finale in cui impone la sua indipendenza “Solo un cartello: privata proprietà.”

Foto della registrazione in studio
“Dachau” unisce osservazioni su quel che è stato il Nazismo e sulla nostra, a volte, superficialità presente nei confronti di questa tragedia.


In tutto l’ep apprezzo molto che la sua voce appaia nitida e la musica non sia uno sfondo, ma elemento importante al pari del testo poetico.

La Poesia, come dico sempre io, fa bene a chi deve far bene e male a chi deve scalfire, unirla così con la musica e l’interpretazione di Giorgia fa avvicinare anche chi, a torto, la snobba ritenendola aulica, antiquata, lontana da noi, roba da sepolcri imbiancati. Online l’ascolto è gratuito, se si vuole fisicamente il CD costa 4 euro, quindi non abbiamo neanche la scusa dell’elevato costo per non ascoltarlo.

Lo potete richiedere qui http://bit.ly/1UAF9il



Declama sue poesie al Festival Bologna in lettere il 28 maggio 2016
Giorgia presenta il suo CD con letture di queste 4 poesie, oltre ad altre di inedite, in giro per locali e rassegne varie. Vi auguro di poterla sentire anche dal vivo, perché uno dei suoi tanti talenti è la capacità di armonizzare tre diversi elementi, cosa di solito difficile e scivolosa per tutti: poetica, interpretazione e allestimento scenico. La sua poetica, come si evince anche dall’ep, è densa, pregna, ha rabbia, sofferenza, ironia, è sguardo beffardo verso ciò che è successo e svela forza d'animo nonostante tutto e tutti. Mentre la sua interpretazione è spesso morbida.

Non la sentirete mai gridare qualche strofa neanche quelle di rabbia accesa, non ne ha bisogno, dice già tutto coi versi. Il pubblico questo lo percepisce, rimane avvolto da un'atmosfera rarefatta di colori e percezioni insolite, perché la poesia è il suo rifugio da un mondo così poco poetico. Ma è anche il suo regalo (è donna estremamente generosa) a noi, gli 'altri', che, non a caso, ci rifugiamo in lei.


Buon ascolto!



"Che razza di mondo" e altri video di Giorgia:http://bit.ly/1XVTjgK

La sua pagina Facebook: http://bit.ly/23gRZEw

Il suo profilo ne La Recherche: http://bit.ly/1Uv3RRb 

giovedì 2 giugno 2016

BOLOGNA IN LETTERE -commenti di partecipanti

Sabato 28 maggio si è conclusa la IV edizione di Bologna in Lettere, “Un festival lungo un anno” dice lo slogan, con una intera giornata ricca di eventi poetici in vari locali del centro.


Francesca Del Moro, scrittrice, traduttrice, performer e una delle organizzatrici del Festival: “Il BIL comprende una serie di eventi che si articolano per molti mesi precedendo le giornate culminanti di maggio ed impegna lo staff pressoché senza soluzione di continuità tra un’edizione e l’altra. Abbiamo faticato non poco questa volta e spesso ci è sembrata una fatica ingrata: non abbiamo ottenuto finanziamenti, le nostre iniziative volte a raccogliere fondi sono perlopiù andate a vuoto e la stampa si è mostrata poco interessata. Siamo rimasti in pochi a barcamenarci tra gli impegni personali e di lavoro e l’organizzazione di un festival che in termini quantitativi e qualitativi avrebbe richiesto uno staff completamente dedicato per molti mesi. Il fatto che, a dispetto di tutto questo, il progetto si ampliasse senza sosta mi sembrava una cosa da pazzi. Chi me lo fa fare? Mi sono detta spesso. Ma sono contenta di non aver mollato perché alla fine i risultati ci sono stati. Gli eventi hanno quasi sempre registrato una buona affluenza ma a premiarci davvero sono state le reazioni degli autori e di molti spettatori che non hanno ancora smesso di inondarci di affetto e stima.”

Posso confermare, perché viste con i miei occhi, sia la buona affluenza che le positive reazioni di autori e pubblico. A questo proposito Fabia Ghenzovich, poeta veneziana invitata al pranzo letterario di sabato, commenta così:  “Mi preme esprimere il mio apprezzamento per l'atmosfera che si è creata e che hanno creato gli organizzatori del festival. Atmosfera di grande accoglienza e serena condivisione, insomma uno star bene in definitiva, di cui li ringrazio.”

Artisti e artiste di sabato 28 maggio

Lucia Guidorizzi, poeta padovana invitata a declamare nel pomeriggio di sabato, commenta :  “E’ stato come immergersi in una sorta di “stream of consciousness”,in un flusso vivo di parole, in un magmatico dono di speranza. E’ stata un’esperienza coinvolgente, densa d’incontri umani e culturali dalla quale sono uscita arricchita di idee e di confronti costruttivi. Si è respirato un clima di generosa accoglienza, di autenticità e di vero scambio creativo, cosa rara di questi tempi e perciò ancor più preziosa.”

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giorgia Monti, scrittrice e performer forlivese, invitata a declamare la sera di sabato: “Ciò che mi ha lasciato il BIL è sicuramente un’emozione positiva grazie al gran bel clima di ascolto e scambio dato dall’assenza di prosopopea o toni finti. Ho percepito stima tra noi autori, non ho sentito aleggiare invidia, supponenza, o altro di negativo. Vi è stata attenzione e rispetto da parte di tutti, ovviamente ognuno coi propri gusti, sappiamo bene che possiamo piacere o no, me compresa, ma in generale l’atmosfera era assolutamente positiva.”


Continua Del Moro: “In particolare si è dimostrata vincente la scelta di articolare la maratona poetica, che ci caratterizza fin dalla prima edizione, in vari spazi della città ma senza compresenza di eventi in modo da evitare la dispersione e la frustrazione di non poter assistere a tutte le letture. È stato davvero bello spostarci insieme da un evento all’altro attraverso il centro, bello vedere i poeti scambiare libri ed esperienze. Come è accaduto spesso in passato, da questi incontri nasceranno con ogni probabilità nuove amicizie e collaborazioni.”
Monti ascolta il reading

Io stessa ho conosciuto di persona autrici di cui avevo letto poesie, ma mai incontrate, e sì, è stato davvero stimolante parlarci finalmente assieme!  

Le intervistate fanno anche nomi e cognomi, ed è interessante vedere quali.
Ghenzovich: “Volevo mettere in evidenza la pluralità degli approcci alla poesia. Poesia come testo, poesia come esperienza sonora e performance e video fino ad arrivare a forme d'arte pura quando la performance investe il corpo e la sua espressione nel rapporto individuo-mondo. Parlo in questo caso della Cera Rosco, per esempio, che usa il suo corpo di donna come oggetto-soggetto trasfigurandolo in visione.”

Monti: “Ho il rammarico di non aver seguito di più il festival, mi ripropongo sempre di seguire gli eventi, ma poi la distanza, il lavoro e impegni vari della vita si mettono d’ostacolo con conseguente frustrazione per il mancato approfondimento. Sono riuscita almeno a seguire la maratona del 28 maggio. E cito Pier Francesco De Iulio, come poeta che più mi ha mosso e smosso.”
Concordo con Giorgia, anche a me De Iulio ha colpito più di tutti con le sue poesie brevi, efficaci, pulite, ricche di immagini originali e forti in cui parla d’amore senza mai citarlo.

Giorgia Monti declama. Foto di Jacopo Ninni.

Del Moro: “Un altro aspetto interessante della maratona è il fatto che ciascun membro dello staff sia chiamato a scegliere autori da invitare ma che poi si ritrovi a condurre eventi con autori scelti da altri. È un altro modo per ampliare la propria visione, conoscere persone nuove e stringere legami. Personalmente sono molto felice di aver portato nel nostro festival autrici che amo come Giorgia Monti e Alba Gnazi e a mia volta sono grata agli altri per avermi fatto scoprire molti bravissimi poeti, tra cui Francesco Filia e Chiara Cantagalli. Faccio solo quattro nomi ma ce ne sarebbero molti altri. Bologna in Lettere è per me una delle migliori espressioni della vivacità e della ricchezza che caratterizzano il panorama poetico attuale. 
Il festival concepito da Enzo Campi, da cui ho imparato l’importanza di avere uno sguardo a 360 gradi che abbracci anche autori apparentemente distanti dal proprio modo di essere e di scrivere, ha come sua principale caratteristica quella di unire due aspetti che mi interessano particolarmente: da un lato conduce un’esplorazione capillare della realtà poetica contemporanea richiamando decine di autori da tutto il territorio nazionale, dall’altro si dedica allo studio di figure importanti per la nostra storia letteraria attraverso varie forme espressive e sotto molteplici punti di vista. Personalmente sono lieta di aver proposto e poi curato gli eventi che nei mesi precedenti alle giornate di maggio sono stati dedicati a Luigi di Ruscio e Massimiliano Chiamenti.”

Il pubblico al Cortile Café

Protagonista di questa edizione del festival è stata Amelia Rosselli (1870-1954), scrittrice, giornalista, attivista politica e prima drammaturga italiana, la cui figura “è stata approfondita attraverso riflessioni critiche, letture, performance multilingue, musica, video, la produzione di un libro e una mostra di suoi ritratti realizzati dal fotografo Dino Ignani” dice Del Moro.

Ghenzovich: “Interessantissima la parte critica e saggistica relativa alla Rosselli, con interventi di studio e ricerca e un concorso dedicato alla sua poetica. Un terreno fertile di sperimentazione a 360°, stimolante e vivo, nel quale sono stata felicemente coinvolta a mettere un mio piccolo semino.”

Guidorizzi declama presso Altro? 

Guidorizzi: “Ho deciso di leggere una parte della sezione del mio ultimo libro “Controcanto” Supernova, 2016, dedicato a lei. Capita che, per una sorta di empatico attraversamento si venga abitati da luoghi, voci, incontri, che prendono spazio dentro di noi, fino a possederci completamente. Ciò avviene in una condizione paragonabile al torpore sonnambolico, nella quale la nostra mente inizia ad operare spontaneamente, snocciolando parole e versi, senza alcuna riserva culturale, senza alcun deterrente razionale, senza alcun filtro logico-critico.
Le parole che nel tempo sono state pronunciate, sono come onde luminose che continuano a vibrare nello spazio e noi, a volte impunemente, possiamo captarle e riarrangiarle, trasformandoci in una sorta di cassa di risonanza.
Dopo una lettura globale ed intensiva dell'opera poetica di Amelia Rosselli, mi è accaduto di fare questo genere di esperienza. La sua voce poetante, che procede attraverso slittamenti linguistici, allitterazioni, glossolalie ed ecolalie, allargando orizzonti di senso, si è insediata potentemente dentro di me e, senza darmi tregua, ha preso forma e consistenza assumendo un ritmo suo proprio. Non ho potuto resisterle: ho preso la penna ed ho iniziato a scrivere, sotto sua dettatura.
Nella mia mente echeggiavano le incandescenze ed i disagi di Amelia, il suo dolore e la sua irriducibile e tragica bellezza interiore, uniti alla lucida consapevolezza del suo essere straniera in ogni dove.
Mi sono lasciata attraversare dal vento del suo immaginario poetico, mettendomi in ascolto  dell'intensità della sua voce monologante, di lei che, raccontava, attraverso mille reticenze ed ostensioni, la sua sofferta parabola esistenziale, attraversando "anacoreta e vergognosa" la storia turbata del Novecento, riuscendo a far sgorgare, quasi come  da una partitura musicale, ogni silenzio  ed ogni parola che l'abitavano, ogni luce ed ombra che l'attraversavano, ogni turbamento ed ogni estasi che la torturavano incessantemente.
Le ho fatto posto dentro di me, nient'altro, ed ho lasciato che sgorgassero spontaneamente parole che si sono tramutate in una sorta di eco.”

Da sx Guidorizzi, Piccoli, Monti, Ghenzovich

Il tema del BIL 2016 era Stratificazioni, ho chiesto a Giorgia Monti perché abbia voluto leggere, tra le sue tante, proprio quelle sue poesie (edite e inedite): “Le ho scelte non solo perché sono testi nuovi e recenti  e quindi più vicino a me, ma perché rappresentano la mia evoluzione creativo-poetica. Qualcosa di nuovo che si è stratificato in me, un deposito rispetto alla poetica precedente, che conferma il mio stile o, come direbbe il mio editore (Cicorivolta, ndr), la mia voce.”


Anch’io ho declamato la sera presso il Cortile Cafè di via Nazario Sauro nel gruppo di Giorgia e di nuovo le rubo le parole, visto che pure io ho scelto mie poesie inedite per lo stesso motivo (come vedete, mica dico a caso che lei è la mia metà poetica!). Come ultima poesia ne ho declamata una inedita ispirata a Giorgia (descrivendo la persona e la poeta), donna dalle molteplici affascinanti stratificazioni che ha, a sua volta negli ultimi 3 anni, arricchito la sottoscritta con altrettanti strati benefici. La poesia “Con te” l’ho trascritta su un foglio dipinto a mano, regalatomi da un’altra cara amica: stratificazioni letterarie e visive, oltre che d’Amicizia.

Ecco il video: https://youtu.be/A-JYnmHYpps 

Declamo "Con te" al Cortile Cafè. Foto di Jacopo Ninni

Il Bologna in Lettere si è concluso, è stata una edizione ben riuscita, grazie all'ideatore Enzo Campi, ai tanti organizzatori e ad autori e autrici presenti. Vi lascio con la frase di Agnese che si aggirava tutto il giorno nei luoghi del BIL con un bell’esemplare di cane bianconero molto mite e silenzioso : “Ha l’abitudine di ascoltare poesia. Ha anche i suoi gusti. Se qualcosa non gli va a genio, si fa sentire e vuole andar via. Oggi, come vedi, gli è piaciuto tutto!”

E come si sa: bambini e cani sono la voce della verità…








Da Controcanto – Lucia Guidorizzi

PARTITURA INCOMPIUTA PER AMELIA
Ecolalie inconcluse
                                           
"Il sole brillava ed era una grande cafonata
il suo andare, il sole brillava, ed era per te,
che io morivo senza ritegno!"  
                                                            Amelia Rosselli

 VIII

Ti offristi come guiderdone alla mia vacante sensibilità
nel frastornarmi con promesse estreme
mi tramortisti con gragnuole evocative
mi abbagliasti di scoppiettanti stupori
mi affumicasti con solfatare emotive

Non fui cauta anzi mi giocai
tutta ma proprio tutta nel mettere
il cuore e le mani lì dove non si vede
di donna mai mi appartennero le furbizie
e il calcolo di ostentate fragilità

Anche se mi ero frantumata per il mondo
esponendomi senza oculatezza
alla temperie dell'abbandono
ora ricoprivo l' inverecondia delle mie ferite
col rude saio della dignità

La mia nobiltà si palesava nel silenzio
nel non richiedere lacrimose intercessioni
anche se mi sentivo sfigurata
dal tuo sguardo distolto dalla tua assenza
lieve linea lignea che allignava tempesta

Da allora sono io
quella che continua a perdere
e mi va bene così di portare con grazia
la mia carne viva per il mondo
e di non rivendicare il guiderdone


(…)

                                                      XII

Ed ecco che in ipnagogica visione
mi sframmento mi sfrantumo nel fermento
e gli stanchi esautorati comizi delle parole
si sfrangiano scolorandosi in giardini
privati segregati

Ma tu che procedi imperituro
sulla carreggiata dei miei dolori
sfiammami gli occhi
fammi alba
fatti aurora nel cranio

E insidiando l'ippocampo insediati nell'amigdala
domina l'emisfero più remoto del cervello
nel macinare mostri
nel macinare i nostri
infiniti scontri e riscontri

Nell'accomiatarmi dai reami
cedevoli e manchevoli
d'un tempo mai vissuto
la mia tempesta diviene
bagaglio indegno

Celeste Impuro
pregno di nubi
che passano
senza pioggia senza posa
in amorosa imperfezione

sabato 14 maggio 2016

Festival Internazionale di Poesia La Palabra en el Mundo

Sabato 7 maggio ho assistito alla decima edizione del Festival Internazionale di Poesia La Palabra en el Mundo, tenutosi a Venezia e nato all'Habana, Cuba, e che si svolge in tutto il mondo nel mese di maggio.

Quest'anno il tema era: la Poesia come Azione di Pace e per la Pace. Un tema molto ampio e giusto, perché la parola poetica serve alla pace e alla giustizia. Nello specifico a Venezia si è scelto il filone dei rifugiati e dei diritti umani, partendo da una tavola rotonda dalle 10 alle 12 di mattina nella affascinante e idilliaca loggia del Centro di Studi e Documentazione della Cultura Armena (ecco, a proposito, ricordiamoci anche di quel popolo!).

Loggia del Temanza, Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena, Venezia

Titolo dell’incontro: La Parola Poetica e la parola della legge. Rifugiati di guerra: lasciti di donne in fuga. Oltre alle coordinatrici e organizzatrici, Anna Lombardo, Debra Werblud e Zingonia Zingone, c'erano studiosi del diritto, prof.ssa Pinton e prof. Zagato, e i poeti e poete Basir Ahang (Afganistan), Ana Arzoumanian (Argentina), Nenad Glišic (Serbia), Efe Duyan (Turchia), Melike Inci (Turchia).



Relatrici e relatori della tavola rotonda
Le personalità erano tante e tutte interessanti, ognuna stimolante grazie al proprio vissuto professionale e di vita (una docente di Cà Foscari accanto a un poeta afgano da qualche anno in Italia, per esempio), forse l'unica pecca è stata lo stacco tra alto numero di relatori e poco tempo (alla fine il dibattito è durato un'ora e mezza). Qui lo potete sentire https://soundcloud.com/radiocafoscari/incontri-ravvicinati-la-palabra-en-el-mundo-tavola-rotonda




Il cortile dell'Istituto Guggenheim
Nel pomeriggio il festival è continuato presso la sede dell'Istituto Guggenheim in Campo dei Carmini dalle ore 15 alle 19 e lì finalmente, dopo aver conosciuto alcuni poeti durante la tavola rotonda, noi del pubblico ci siamo tolti la voglia di sentire le poesie lette da loro stessi in lingua originale con slides in italiano.

Hanno declamato i seguenti poeti e poete:

Ana Arzoumian (Argentina), José Maria Prieto (Spagna), Efe Duyan (Turchia), Kadir Aydemir (Turchia), Gabriella Musetti (Italia), Nenad Glišic (Serbia), Terry Olivi (Italia), Selahattin Yolgiden (Turchia), Basir Ahang (Afghanistan), Gökçenur Ç. (Turchia), Beppe Costa (Italia), Fabia Ghenzovich (Italia), Melike Inci (Turchia), Craig Czury (USA), Andrea Garbin (Italia).  

Brave le organizzatrici (Giuliana Grando, Lucia Guidorizzi, Anna Lombardo) a chiamare artisti così variegati e, parere mio, a ben scegliere quel nutrito gruppo di talentuosi poeti turchi (tutti uomini sui 40 anni e una donna, Melike Inci, anche lei giovane) che mi hanno tenuta con le orecchie incollate alla loro voce. 


Il poeta afgano Basir Ahang legge alcune sue poesie










Basir Ahang è stato uno dei primi a declamare le sue intense poesie, tra cui "Questo momento mi appartiene" (che potete leggere interamente qui http://frontierenews.it/2013/06/il-canto-del-rifugiato-questo-momento-mi-appartiene/ )

Per le mie sorelle isolate dal mondo
e per i miei fratelli
che al posto dei libri
senza averne l’intenzione
hanno imbracciato i fucili
Questo momento mi appartiene

L'avvocata e poeta Ana Arzoumanian (argentina di origine armena) ha letto uno splendido frammento di una sua poesia in ricordo del genocidio degli Armeni da parte dei Turchi nel secolo scorso. La potete leggere qui in spagnolo http://registromx.net/ws/?p=5629 e nel suo sito http://anaarzoumanian.com.ar/ 

Strepitoso l'intervento del poeta spagnolo José Maria Prieto che prima ci ha letto alcune sue poesie ironiche, "Sotto sospetto", "Involontariamente, buona notte", e poi ci ha spiegato il suo amore per la poesia cinese, koreana e giapponese. Ce ne ha lette alcune da lui scritte in questi stili diversi, davvero uniche! Tra cui "Compleanno" e "All'improvviso" in tre terzine da 15 sillabe ciascuna e con finale ironico.

Sono state lette anche poesie di Poeti in Absentia, e quest'anno le organizzatrici hanno voluto leggere testi di uomini del carcere di Rebibbia che hanno frequentato il corso di poesia all'interno della prigione. 




E dulcis in fundo i poeti turchi che tanto mi hanno scossa (in senso positivo!) grazie alla loro ironia, linguaggio intenso e fluido, asciutto e dolce. Veramente tutti notevoli, una grande scoperta per cui ringrazio le organizzatrici.

Efe Duyan, poeta e architetto, ha letto tutte poesie molto belle e ironiche: "Call center", "Consigli per l'arredamento o cose importanti in una casa?", "L'operaio che incontrò suo figlio alle barricate dei militari" (il padre va a manifestare e scopre il figlio in  uniforme con il fucile davanti a lui), "Mehmet e Osman nella fabbrica del monopolio di stato". 
Il suo sito con poesie: http://www.efeduyan.info/#!poems-in-english-i/c19sx

Selahattin Yolgiden ha letto una bellissima poesia dal titolo "Giovan Battista Pergolesi".

Gokcenur C. ha chiuso il gruppo dei turchi in bellezza, regalandoci la sua dirompente ironia e dolcezza con "Maschera antigas, occhialini antiacido e latte" (l'equipaggiamento necessario per proteggersi dagli attacchi della polizia durante le manifestazioni giovanili dello scorso anno a Istanbul) , "La morte prende le stelle della notte per ferite con le croste", "Sei lontana dal tuo paese e io sono là". 

Tutti i poeti turchi, non solo questi tre su cui mi sono soffermata perché ancor di più mi hanno entusiasmata con la loro ironia e i cenni alla storia attuale turca, li potete leggere in italiano su questo prezioso e ben fatto sito (ve lo consiglio!)
https://defterpoesiaturca.wordpress.com/tag/gokcenur-c/page/2/


Poeti e poete: saluti finali

Il Festival è stato davvero interessante e arricchente, peccato la poca gente tra il pubblico, alcuni forse andati via durante il pomeriggio di sabato perché la maratona è stata un po' lunga (abbiamo gradito molto la presenza musicale della brava Carolina Curry). Forse si potrebbe far leggere un gruppo di poeti la mattina, così da alleggerire il pomeriggio. 



La locandina ufficiale
Il giardino del Centro di Documentazione e Cultura Armena














Festival  promosso dall'Associazione di Amicizia Italia Cuba Circolo di Venezia "Vittorio Tommasi", a cui hanno dato il Patrocinio Il Comune di Venezia, Commissione alla Cultura,  Città in Festa, Università Ca’Foscari Archivio Scritture e Scrittrici Migranti, Unione degli Armeni d’Italia.

A livello internazionale il Festival è voluto dal Proyecto Cultural Sur Internacional, la Rivista Isla Negra e il Festival Internacional de Poesía de La Habana a cui l'Associazione Italia-Cuba è affiliata da anni. 



domenica 24 aprile 2016

Neal Hall, poeta

Il grande poeta americano Neal Hall (e medico oftalmologo), invitato da Francesca Diano e dal Comune di Padova, ha declamato sue poesie e incontrato il pubblico giovedi 21 aprile nella Sala Paladin della sede comunale. In primis dico grazie a chi lo ha voluto e ospitato, non capita tutti i giorni di poter sentire dal vivo una voce così potente e prestigiosa del panorama letterario mondiale. E poi il ringraziamento va a lui che si è intrattenuto con noi per quasi 3 ore con generosità, entusiasmo, disponibilità e modestia. Peccato il pubblico fosse composto da, sì e no, 30 persone, che, a fine lettura lo hanno subissato di domande con sua immensa gioia (dice che preferisce rispondere più che leggere poesie).

Neal Hall ed io a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova
Ma chi è Neal Hall?
Sono rimasta basita quando ho scoperto che in Italia non c'è neanche uno dei suoi 4 libri di poesie tradotto nella nostra lingua! Hall ha pubblicato: "Nigger for life", "Winter's A' coming still's", "Appalling silence" e, in uscita in estate 2016, "Where do I sit". Ha ricevuto moltissimi premi prestigiosi e viene invitato in tutto il mondo a declamare le sue poesie.

Ma ora voglio entrare nello specifico della sua arte poetica.
Ci parla della "Unspoken America", l'America non detta, quella che vive sulla sua pelle (lui incluso) il profondo e forte razzismo statunitense.
La sua poesia, infatti, ci svela con linguaggio asciutto - appositamente privo di metafore e fronzoli per essere capito da una ampia fascia di popolazione - la quotidiana discriminazione razzista del bianco contro il nero. Non a caso viene considerato (giustamente, a mio parere) erede di Martin Luther King, Malcom X e Ghandi. Dei tre ha sicuramente anche l'arte comunicativa del leader, la voce ferma, pulita, fiera, come le sue poesie. Racconta di soprusi, ma lo fa mantenendo dignità, anzi la sua ironia beffarda è la vittoria sull'ignoranza del bianco oppressore.

Presentazione alla Sala Paladin 
"Il colore della mia pelle diminuisce i miei successi." Che amarezza sentire come ancora nel 2016 milioni di persone siano giudicate in base all'epidermide. "Doctor Nigger", Dottor Negro, lui che è un importante chirurgo ha voluto mantenere la parola altamente offensiva che rimanda all'epoca dello schiavismo, proprio per ricordare l'attualità di quell'insulto. Le tragedie dovute al razzismo negli USA continuano, tuttavia, dice, non vi sono cambiamenti, di entrambe le cose non è sorpreso. Allo stesso tempo "bisogna capire anche la lingua che viene usata per perpetrare la violenza, "The lexicon of lies", il lessico delle bugie è una sua poesia sui veri intenti del colonialismo.
"Un lessico delle bugie, 
denotare l'umanizzazione nascondere la disumanizzazione"

A questo proposito fa notare che il linguaggio degli oppressori sugli oppressi è uguale in tutto il mondo: "The language of brainwashing makes you a conformist", la lingua del lavaggio del cervello ti rende conformista.

Perché Neal Hall scrive poesie? Gli è stato chiesto.
"Perché mi sento parte del tutto, camminando e osservando la gente sento il dolore degli altri, così come il mio e ci entro senza paura, tentando di lottare per esprimerlo e diffonderlo. Non parlo solo di me, ma di ciò che è comune."

Stupenda è la poesia "The weight of just black" dove ci parla in prima persona de "Il peso dell'essere solo un nero", l'enorme peso di odio negli occhi dei bianchi quando vedono un nero (traduco alcuni versi).

it’s the weight of white’s derivation of black;
a derivative definition of ‘ just black ‘ derived in part
by the social conditions created in large part by whites

E' il peso della derivazione bianca di nero
una definizione derivativa di 'solo nero' derivata in parte
dalle condizioni sociali create in gran parte dai bianchi
..................
it’s the enormous weight of hate
when they clutched their Gucci hand bags
the first sight of me
the locking of the car doors,
the first sight of me
the collecting of the brood frolicking in aisles of department stores,

E' l'enorme peso dell'odio
quando si son tenuti strette le borsette Gucci
alla mia prima vista
bloccato le porte delle auto 
alla mia prima vista

riacciuffato i figli intenti a giocare nelle corsie di negozi

Non solo la forza nei versi ma anche nella voce e interpretazione di Neal Hall ricordano il modo di parlare di Marther Luther King e Barack Obama, due grandi comunicatori e leader.


Neal Hall presentato da Francesca Diano
Nei versi usa molte allitterazioni, la sua poesia è sonora e musicale, anche se non ha mai pensato di trasformarle in canzoni.  Inoltre, saltano subito all'occhio e orecchio le molte citazioni da altre opere artistiche e non (da Arthur Miller a Bob Marley, dalla Dichiarazione di Indipendenza al discorso di Martin Luther King) per ampliare le loro parole e le sue. La Dichiarazione di Indipendenza, da lui molto citata, parla di pressione del fare ora, come tuttora vi è urgenza di superare il razzismo e l'avidità. A proposito di questa ha citato molte tribù africane che si fanno la lotta l'una contro l'altra in nome del volere sempre più terra, sempre più potere, sempre più dominio. E ribadisce il messaggio universale della sua poetica: il problema è superare l'avidità e le differenze che ci tengono separati e che ci fanno odiare l'uno con l'altro.

E' interessante vedere come un grande oratore come lui si credesse all'inizio della sua carriera poetica come un Page Poet, un poeta da pagina, non da letture in giro per il mondo a causa della sua timidezza. Gli è venuto in soccorso, indirettamente, Michael Jackson, il quale sosteneva che un artista deve vivere la propria arte. Ora, dice Hall, quando legge le poesie vive la sua arte e come tale tutto il resto sparisce e non ha più paura.

In fondo al post vi lascio link dove potete leggerlo in lingua originale o in italiano nel blog di Francesca Diano, scrittrice e traduttrice, che lo ha portato in Italia non solo nella succitata serata di giovedi scorso, ma anche in un incontro all'Università il 20 aprile.

Finisco con una bellissima perla regalataci da Neal Hall:
Medicina e Poesia pari sono: "They can save your life".


Neal Hall a Palazzo Moroni, Padova

APPALLING SILENCE
it is not the night,
but the absence of light
it’s not the sweltering fervor of the desert
but the rainfall that fails to fall
it is not humanity that loses its humanity
taking, denying humanity from its fellow man but,
humanity that fails to find its humanity
fighting back to give back to grant back
humanity seen, taken, denied its fellow man
it is not the strident clamor nor the vitriolic voices
of the bad people, but the appalling silence
of those who claim to be the good people
it is not the night,
but the absence of light
that keeps us in the dark
and in that darkness we must remember not
the words of our enemies, but
the silence of our friends

Poesie tratte dal suo sito:
http://www.nealhallpoet.com/

Poesie in italiano:
https://emiliashop.wordpress.com/2016/04/25/neal-hall-poesie-tradotte-da-francesca-diano/

https://emiliashop.wordpress.com/2015/10/30/agghiacciante-silenzio-un-poesia-di-neal-hall-tradotta-da-francesca-diano/

domenica 10 aprile 2016

OR-DITE! Trame d'arte contro la violenza sulle donne

Quando ho ideato lo spettacolo: "Or-dite!" per metterlo in scena in primis a Forlì, mia città d'adozione, non immaginavo che poi, nei mesi successivi, mi sarei imbattuta in una dura realtà. Il mio obiettivo era, ed è, quello di riflettere insieme su questa atroce piaga, dura a morire nel nostro paese, che miete vittime: non solo donne uccise, ma anche donne che rimangono mutilate nella psiche e\o nel fisico (lo scorso 8 marzo la Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha fatto mettere a mezz'asta la bandiera italiana in ricordo delle donne vittime di femminicidio). 


"Per l’8 marzo ho voluto abbassare la bandiera di Montecitorio in segno di lutto per tutte le donne uccise dall’uomo che avrebbe dovuto amarle.
Un atto simbolico  e di attenzione verso le vittime, sono oltre 1700 le donne uccise nel nostro Paese in dieci anni, ma anche verso i loro figli, spesso spettatori inermi della violenza che ha ucciso le loro madri per mano dei loro padri. Orfani due volte.
1700 donne uccise in 10 anni, significa una media di 170 l’anno, una ogni due giorni. Sono i numeri di una strage. E di fronte ad una strage lo Stato osserva il lutto."
Lo spettacolo, già collaudato e messo in scena con successo, è pronto per essere portato in giro, non abbisogna di grandi spazi (può essere fatto all'aperto o al chiuso, in un teatro o in una sala di media grandezza), non ha particolari costi, eppure trovo reticenze quando lo propongo. "Facciamolo per il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne" è la risposta classica, quando mi rispondono... perché spesso la mia proposta non ottiene neanche un 'no, grazie'. Come se della causa di morte di una donna ogni due giorni, si dovrebbe parlare solo uno su 365 giorni, e giusto per mostrare un (ipocrita) interesse. 
Mi è stato confermato da altre colleghe, che da anni tentano di portare eventi come questi nei vari paesi (grandi e piccole città d'Italia del nord e centro), che anche loro trovano reticenze, perché, viene detto: 'Parlare di violenza sulle donne è un'offesa agli uomini'. A parte che parlarne e dare consigli a quelle che si trovano in questa situazione è aiuto e non offesa, ma poi mica tutti gli uomini sono violenti, anzi, solo una piccola parte. E loro stessi sono vittima, perché rischiano di essere additati tutti come violenti. Insomma, a parlare di questa piaga ci rimettono solo i carnefici. Ma continuo a trovare molti ostacoli, come le mie colleghe, altra prova lampante della diffusione della violenza e di una mentalità che la favorisce. 
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Detto ciò, ho raccolto qua un po' di link che approfondiscono l'evento.
La recensione molto brillante e particolare della scrittrice Cristina Bove sul libro che ho curato, nato proprio dai testi che ho raccolto per lo spettacolo Or-dite! http://bit.ly/21ln6Ov 
L'amica e collega scrittrice Simonetta Sambiase ha accolto un mio intervento sul suo blog letterario (che consiglio di seguire). 
Ecco il link https://metsambiase.wordpress.com/2016/02/19/2551/ 
Qui una bella presentazione dello spettacolo nell'ultima data fatta
http://bit.ly/1QKQrjD
Qui invece potete richiedere il libro che vi arriva comodamente a casa in pochi giorni  http://bit.ly/1SaAUw5
E' edito dalle super tipe di Exosphere PoesiArtEventi (di Reggio Emilia), ovvero Gabriella Gianfelici, Simonetta Sambiase e Federica Galetto. Un'associazione di sole donne che portano avanti la poesia contemporanea femminile per la pace, contro ogni odio. Comprare il libro (e le altre pubblicazioni) a soli 7 euro è un modo per aiutare la cultura e l'associazionismo femminile. 

sabato 26 marzo 2016

Dove leggere\ascoltare\vedere mie poesie

Soundcloud è un buon sito dove ascoltare musica, poesie, interviste e altro in modo gratis. Spesso la gente mi chiede dove può leggere o sentire alcune mie poesie, voilà Soundcloud!
http://bit.ly/23n46p8
Trovate alcuni audio di mie poesie lette da me o da colleghe in vari eventi. 
Se invece volete i video, voilà il mio canale Youtube! 

Da entrambi i siti potete ascoltare, guardare, condividere, scaricare in modo gratuito. 

Invece se volete poesie da leggere (e quindi copiare su vostre pagine o siti), le potete trovare, oltre che nella mia pagina Facebook http://bit.ly/1S43Nal , anche nella pagina che ho nella rivista letteraria La Recherche http://www.larecherche.it/testi_raccolta.asp?Tabella=Poesia&Utente=serena 

Buona lettura\visione\ascolto\condivisione! Ciaoooooo

lunedì 29 febbraio 2016

Violenza sulle donne #3

OR-DITE! 
Trame d'arte contro la violenza sulle donne

Ci siamo. Dopo il successo a Forlì dello spettacolo\evento che ho ideato e creato, ovvero: OR-DITE! Trame d'arte contro la violenza sulle donne, finalmente arriva anche a Padova. Sì, perché quando l'ho ideato nell'ottobre 2015 lo avevo pensato per Forlì, mia amata città d'adozione. E così è stato. Ho raccolto contributi artistici da varie colleghe e colleghi, amiche e sconosciuti, tutti con generosità ed entusiasmo hanno risposto alla chiamata alle arti! Per Forlì avevo voluto un evento totale: tutte le arti contro la violenza sulle donne. Ho raccolto contributi di poesia, narrativa, teatro, danza, videoart, pittura, fotografia, musica. Inoltre vi erano 3 video interventi di Maria Pia Rizzo, avvocata penalista, esperta in materia che ci ha spiegato la situazione legislativa in Italia e cosa fare se vittime di violenza.
In scena ho scelto, non a caso, le mie due care amiche, nonché fidate professioniste: 
Giorgia Monti, scrittrice e performer (in centro nella foto), e Sabina Spazzoli, attrice e regista teatrale (a destra). 



Con noi la musica cantautoriale 
di Daniela Fogli (con il musicista Pentha nella foto e parte del pubblico delle prime file). Ho anche voluto che ci fossero associazioni locali che da sempre si battono su questo tema: La Materia dei Sogni, Amnesty International, Forlì città aperta, Il progresso delle idee. 


Qui leggo la poesia "Stefania" di Francesco Sassetto

Ne è venuto fuori uno spettacolo di due ore, molto ricco, emozionante e intenso, riflessione e scossa su questa piaga che affligge la nostra nazione. E' stato un successo: pubblico accalcato anche per terra e in piedi per due ore, persone che non riuscivano ad entrare essendo la sala zeppa di gente. Un pubblico attento e curioso ha partecipato con noi. 

Questo spero di ritrovare a Ponte San Nicolò, Padova, quando lo faremo domenica 13 marzo nella sala Boscolo del Centro Rigoni Stern alle ore 17. In scena sempre il trittico del cast originale: Giorgia, Sabina ed io. Questa volta a intervallare le poesie con la musica dal vivo ci saranno i Marimà Acoustic Duo (Martina Milan e Matteo De Meda), gruppo col quale collaboro da anni ormai. In scena anche Alberto Moni, amico e compagno della Compagnia Teatrale La Betonica (da noi due fondata). 


Giorgia Monti e Sabina Spazzoli
In quella sede, come fu a Forlì, sarà in vendita anche il libro che ho curato, una raccolta di testi che verranno letti nella serata, pubblicato da Exosphere PoesiArtEventi. E' un modo per avvicinarsi alla poesia, per conoscere quella attuale scritta da autrici e autori viventi, per portarsi a casa testi di qualità da rileggere o regalare. 
(Vi rimando al post dove ho scritto del libro "Or-dite!" http://bit.ly/1QPnA9M)

Giorgia Monti

Come ho già detto tante di quelle volte e scritto altrettante, bisogna parlare di violenza sulle donne, perché è una piaga molto radicata nel nostro paese, spesso considerata 'normale' (è così da sempre, no?) e non grave. 





Serena Piccoli e Sabina Spazzoli
Ma pensiamo alle vittime, a quali effetti provoca in loro (fisici, psicologici ed economici) e in chi sta a loro fianco (spesso bambini che assimilano visioni di violenza e di dolore e che, se ripetute, vengono apprese come 'normali'). Bisogna in qualsiasi modo sensibilizzare e informare, e lo si fa anche con la Poesia e le arti tutte. 

Vi aspetto, quindi, a Ponte San Nicolò, Padova, Centro Rigoni Stern, Piazza Liberazione 1, domenica 13 marzo ore 17. 
Letture recitate e musica dal vivo. 
Entrata libera con rinfresco finale.




Foto di Velia Leporati e Donatella Piccioni. La foto di locandina è di Silvia Tiso.

http://www.padovaoggi.it/eventi/or-dite-violenza-sulle-donne-ponte-san-nicolo-13-marzo-2016.html

http://www.forli24ore.it/news/forli/0042215-domenica-29-spettacolo-or-dite-sul-tema-della-violenza-contro-donne