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giovedì 15 giugno 2017

Torna "L'Orecchio di Dioniso"


L’Orecchio di Dioniso
Festival internazionale di Poesia, Video e Arti visive
23 – 24– 25 giugno, 2017 Forlì e Cesenatico

Ne avevo già parlato in questo blog l'anno scorso a maggio, dopo aver assistito alla prima edizione. 
La seconda è ancor più ricca e succulenta e in tanti non vediamo l'ora di vedere\sentire\godere di tutti gli eventi che Walter Valeri, Matteo Zattoni e Pina Piccolo hanno creato e organizzato. 
Giorgia Monti ed io, in qualità di presidente e vice-presidente dell'Associazione Culturale LESTORDITE , siamo ben felici e onorate di dare una piccola mano per la diffusione di questo imperdibile Festival
La Poesia non ha mai ucciso nessuno, anzi! E' viva e lotta assieme a noi. Quindi, non abbiate timore, vi aspettiamo tra il pubblico! 



Programma del festival

VENERDì 23 GIUGNO / FORLì

ore 18

APERTURA FESTIVAL

Rassegna internazionale di Video Poesia
Poeti nelle città
Introduzione Maria Pia Arpioni

ore 18:30

SEZIONE VIDEO POESIA

Geopoeticon

progetto di video-poesia internazionale; regia Odveig Klyve/Kari Klyve-Skaug

Poesie a New York

con Walter Valeri; regia Lorena Luciano, Filippo Piscopo

Till Damaskus

con Ghayath Almadhoun; regia Marie Silkeberg

ore 19

Divini Canti

Con Carmelo Bene, Salomè Bene; Film-Documentario RAI 5 –Studio Uno; In Commemorazione della strage di Bologna
Regia Felice Cappa

ore 21

Video-istallazione

Produzione Ubikteatro

Il Giardino delle Delizie: Un viaggio tra particolari e misteri di Hieronymus Bosch

con Francesca Sarah Toich, Gianni de Luigi, Livio Pacella, Dragana Milosevich; regia Andrea Santini

ore 22

“Omaggio a Andrea Brigliadori”
a cura di Matteo Zattoni

RECITAL POETI ITALIANI

con
Francesco Gabellini    Isabella Leardini   Stefano Maldini   Irene Paganucci   Annalisa Teodorani
Sede: Palazzo Romagnoli, via Albicini, 12 Forlì


Sabato 24 giugno / FORLì

ore 18,00

Presentazione Antologia poetica internazionale

Muovimenti

introduzione Bartolomeo Bellanova, Pina Piccolo
con
 Ghayath Almadhoun   Fernanda Ferraresso   Mark Lipman    Gentiana Minga
Thomas Tsarapatis     Antonieta Villamil
interventi musicali e set a cura di Guethy Sini e Hakuna Matata

ore 19,30

Video-istallazione

Produzione Ubikteatro

Il Giardino delle Delizie Un viaggio tra particolari e misteri di Hieronymus Bosch


ore 21

RASSEGNA DI VIDEO POESIA

Geopoeticon

progetto di video-poesia internazionale; regia Odveig Klyve/Kari Klyve-Skaug

Poesie a New York

con Walter Valeri; regia Lorena Luciano, Filippo Piscopo

Till Damaskus

con Ghayath AlMadhoun; regia Marie Silkeberg

ore 21:30

RECITAL INTERNAZIONALE DI POESIA

Una Sola Moltitudine

con
Ghayath Almadhoun (Siria)       Odveig Klyve (Norvegia) 
Fernanda Ferraresso (Italia)    Mark Lipman (USA)     Antonieta Villamil (Colombia)
Sede: Palazzo Romagnoli, via Albicini, 12 Forlì



  

Domenica 25 giugno/Cesenatico

ore 17

 RASSEGNA DI VIDEO POESIA

Geopoeticon

Progetto di video-poesia internazionale;  regia Odveig Klyve/Kari Klyve-Skaug

Till Damaskus

con Ghayath Almadhoun; regia Marie Silkeberg

Poesie a New York

con Walter Valeri; regia Lorena Luciano, Filippo Piscopo

Il ventre di Palermo

con Franco Scaldati; In occasione del XXV anniversario della strage di Capaci
produzione RAI – CRT ARIFICIO; regia Felice Cappa

Divini Canti

Film-Documentario RAI 5 –Studio Uno, In Commemorazione della strage di Bologna; Con Carmelo Bene, Salomè Bene
Regia Felice Cappa

ore 21.30

RECITAL INTERNAZIONALE DI POESIA

Una Sola Moltitudine

con
Idriss Amid (Marocco/Italia)      Thomas Ioannou (Grecia)
Gentiana Minga (Albania/Italia)     Thomas Tsalapatis (Grecia)
Sede: Museo della Marineria, Via Torre Malatestiana, 18, Cesenatico

ELENCO POETI E COLLABORATORI
(edizione 2017)

Maria Pia Arpioni (Italia)
Mark Lipman (USA)
Bartolomeo Bellanova (Italia)
Ghayath Al Madhoun (Siria/Svezia)
Matteo Zattoni (Italia)
Fernanda Ferraresso (Italia)
Cinzia Lissi (Italia)
Odveig Klyve (Norvegia)
Pina Piccolo (Italia)
Francesco Gabellini (Italia)
Idriss Amid (Marocco/Italia)
Antonieta Villamil (Colombia)
Walter Valeri (Italia)
Gianni de Luigi (Italia)
Livio Pacella (Italia)
Thomas Tsalapatis (Grecia)
Dragana Milosevic (Italia)
Thomas Ioannou (Grecia)
Andrea Santini (Italia)
Gentiana Minga (Albania/Italia)
Felice Cappa (Italia)
Claudia Piccinno (Italia)
Francesca Sarah Toich (Italia)
Guethy Sini e Hakuna Matata (vari paesi africani)
Isabella Leardini (Italia)
Stefano Maldini (Italia)
Irene Paganucci (Italia)
Stefano Fariselli (Italia)
Associazione Poliedrica
Associazione voceDonna
LESTORDITE Associazione Culturale 
Libreria Ubik/Irnerio
Art in Counseling/Bertinoro
Associazione Teatro Aenigma
“progetto Ombre,Tracce, Evanescenze”
Associazione Mikrà
Casa Editrice l’Arcolaio
Società Editrice “Il Ponte Vecchio”
qudulibri
L’Ortica
Edizioni Arcoiris
Edizioni Terra d’Ulivi
CONTATTI
ufficio stampa: itcne@aol.com
TEL 3441495715

lunedì 22 agosto 2016

Lucia Guidorizzi recensisce Alberto Barina

BREVI PERCORSI PROFONDAMENTE LUMINOSI

Le riflessioni dell'amica e collega Lucia Guidorizzi su “Piccoli viaggi di luce” libro di poesie di Alberto Barina.

"Questo piccolo, prezioso libro di poesie di Alberto Barina, rigorosamente autoeditato, come tutti gli altri, per sfuggire alle vampiresche logiche di mercato che vengono inflitte a chiunque ai giorni nostri osi pubblicare poesie, racconta di un viaggio appartato, in cui gli accadimenti lasciano  poche tracce esteriormente, mentre creano profonde risonanze interiori.
Vivere in questo modo è arduo, complesso, e si sottrae a tutte le logiche più accreditate di chi si accontenta di esistere in superficie.
E’ un lavoro profondo e faticoso, quello di Alberto Barina, molto simile a quello delle donne cinesi Ama, pescatrici di perle, che s’immergevano in apnea negli abissi marini per raccogliere perle preziose e alle quali ha dedicato una poesia in una delle sue raccolte precedenti.
Un impegno poetico, quello di Alberto, che dura da venticinque anni e il cui emblema è l’immagine di un fragile e delicato ippocampo, creatura acquatica sempre più difficile da incontrare nei nostri mari inquinati. E come un ippocampo Alberto nuota nelle acque dell’Inconscio, portandoci i suoi doni in forma di parola.
Poche e intense poesie di grande bellezza e rarefazione, fatta eccezione per quella di chiusura “Do ut des (Soliloquio kamikaze)” in cui si discosta dallo stile delle altre, facendo emergere la consueta ironia che gli appartiene, ma che in questo caso diviene feroce sarcasmo, assumendo i toni di una dura requisitoria contro il vorace mercato che si fa intorno alla poesia e alle velleità di chi si cimenta nella scrittura.
La raccolta inizia con “Felicità per sottrazione” che costituisce in un certo senso il manifesto programmatico di tutto il percorso. Questo testo è ispirato dal libro di Pierre Zaoui “L’arte di scomparire” dal quale raccoglie l’invito alla discrezione del disapparire, in netta controtendenza con le modalità del nostro tempo, in cui vi è una vera e propria frenesia nei confronti della visibilità comunque e ad ogni costo.
Scrive: “Pensami,/mentre abito/dentro lo specchio/di questa felicità di sottrazione,/la meraviglia del distacco/dalle pendici dell’ego.”
Sono poesie che si sviluppano intorno al tema della luce, luce che assume anche aspetti fotografici come in “Promemoria per un autoritratto” in cui il poeta si definisce
“Lacrima d’occasione/o ossessione di fiamma mancata;/polvere che si crogiola alla luce/scampata alla paura del ragno.”
oppure in “Scrivere con la luce”, dedicata al fotografo Sebastiao Salgado nella quale scrive “Estrai dalla luce/il bianco e il nero,/l’oro/di questa umanità./ Fotogrammi di monumentale e tragica bellezza;/mondi ancora vergini/estesi oltre le barricate/di questa nostra occidentale esistenza.”
Sono poesie in cui compaiono creature totem di questo viaggio segreto, come il piccolo e timido pettirosso nell’omonima poesia,
“Ti vedo/alla luce instabile del giorno,/mi somigli./ Rosso timido,/ad una briciola di passo,/nuclearmente stecchito/sul ciglio/dei soprusi dell’inverno.”
e tocchi di colore, come in “Inconsueto Renoir
”I colori/si preparano al nudo/al crepuscolo,/alla tela che esige la notte.”
fino a raccontarci in “Breve interferenza sonora” come le vibrazioni sonore abbiano anch’esse una tonalità emotiva che corrisponde ad un determinato colore
“Il suono /ha una timbrica di luce,/rimane esterrefatto sulla rupe della lingua;/è un Ulisse che compie una pronuncia/da una sconosciuta latitudine.”
Una poesia che coniuga in modo esemplare il tema della luce e della sottrazione è “Costellazioni di terra” ispirata al film-documentario “Nostalgia della luce” del regista cileno Patricio Guzman. Il film racconta delle donne di Atacama che scavano nel deserto alla ricerca dei corpi scomparsi dei loro cari che vi sarebbero stati occultati dal regime di Pinochet. ”Ecco/il passo silente delle costellazioni/le donne di Atacama/conoscono l’asciutto ed il sale/di una fragile religione.”
Passo dopo passo, questi ”Piccoli viaggi di luce” ci conducono verso un’autentica umanità, ci insegnano la compassione e l’empatia nei confronti di forme di vita e modi di essere di cui abbiamo dimenticato il valore.
Tutto in questo libro racconta l’arduo esercizio di restare in bilico tra l’emozione e il distacco, l’intensità ascetica di una dedizione alla parola che contrasta con le logiche grossolane della vita comune.
Si tratta di un lavoro di decantazione e di rarefazione che conduce alla serena accettazione di un’esistenza “imperfetta”, come imperfetto è l’amore .
Alberto Barina è un poeta autentico e lo conferma il suo vivere appartato, il suo coltivare una  poesia sommessa, ma al tempo stesso ostinata e pervicace."

domenica 24 aprile 2016

Neal Hall, poeta

Il grande poeta americano Neal Hall (e medico oftalmologo), invitato da Francesca Diano e dal Comune di Padova, ha declamato sue poesie e incontrato il pubblico giovedi 21 aprile nella Sala Paladin della sede comunale. In primis dico grazie a chi lo ha voluto e ospitato, non capita tutti i giorni di poter sentire dal vivo una voce così potente e prestigiosa del panorama letterario mondiale. E poi il ringraziamento va a lui che si è intrattenuto con noi per quasi 3 ore con generosità, entusiasmo, disponibilità e modestia. Peccato il pubblico fosse composto da, sì e no, 30 persone, che, a fine lettura lo hanno subissato di domande con sua immensa gioia (dice che preferisce rispondere più che leggere poesie).

Neal Hall ed io a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova
Ma chi è Neal Hall?
Sono rimasta basita quando ho scoperto che in Italia non c'è neanche uno dei suoi 4 libri di poesie tradotto nella nostra lingua! Hall ha pubblicato: "Nigger for life", "Winter's A' coming still's", "Appalling silence" e, in uscita in estate 2016, "Where do I sit". Ha ricevuto moltissimi premi prestigiosi e viene invitato in tutto il mondo a declamare le sue poesie.

Ma ora voglio entrare nello specifico della sua arte poetica.
Ci parla della "Unspoken America", l'America non detta, quella che vive sulla sua pelle (lui incluso) il profondo e forte razzismo statunitense.
La sua poesia, infatti, ci svela con linguaggio asciutto - appositamente privo di metafore e fronzoli per essere capito da una ampia fascia di popolazione - la quotidiana discriminazione razzista del bianco contro il nero. Non a caso viene considerato (giustamente, a mio parere) erede di Martin Luther King, Malcom X e Ghandi. Dei tre ha sicuramente anche l'arte comunicativa del leader, la voce ferma, pulita, fiera, come le sue poesie. Racconta di soprusi, ma lo fa mantenendo dignità, anzi la sua ironia beffarda è la vittoria sull'ignoranza del bianco oppressore.

Presentazione alla Sala Paladin 
"Il colore della mia pelle diminuisce i miei successi." Che amarezza sentire come ancora nel 2016 milioni di persone siano giudicate in base all'epidermide. "Doctor Nigger", Dottor Negro, lui che è un importante chirurgo ha voluto mantenere la parola altamente offensiva che rimanda all'epoca dello schiavismo, proprio per ricordare l'attualità di quell'insulto. Le tragedie dovute al razzismo negli USA continuano, tuttavia, dice, non vi sono cambiamenti, di entrambe le cose non è sorpreso. Allo stesso tempo "bisogna capire anche la lingua che viene usata per perpetrare la violenza, "The lexicon of lies", il lessico delle bugie è una sua poesia sui veri intenti del colonialismo.
"Un lessico delle bugie, 
denotare l'umanizzazione nascondere la disumanizzazione"

A questo proposito fa notare che il linguaggio degli oppressori sugli oppressi è uguale in tutto il mondo: "The language of brainwashing makes you a conformist", la lingua del lavaggio del cervello ti rende conformista.

Perché Neal Hall scrive poesie? Gli è stato chiesto.
"Perché mi sento parte del tutto, camminando e osservando la gente sento il dolore degli altri, così come il mio e ci entro senza paura, tentando di lottare per esprimerlo e diffonderlo. Non parlo solo di me, ma di ciò che è comune."

Stupenda è la poesia "The weight of just black" dove ci parla in prima persona de "Il peso dell'essere solo un nero", l'enorme peso di odio negli occhi dei bianchi quando vedono un nero (traduco alcuni versi).

it’s the weight of white’s derivation of black;
a derivative definition of ‘ just black ‘ derived in part
by the social conditions created in large part by whites

E' il peso della derivazione bianca di nero
una definizione derivativa di 'solo nero' derivata in parte
dalle condizioni sociali create in gran parte dai bianchi
..................
it’s the enormous weight of hate
when they clutched their Gucci hand bags
the first sight of me
the locking of the car doors,
the first sight of me
the collecting of the brood frolicking in aisles of department stores,

E' l'enorme peso dell'odio
quando si son tenuti strette le borsette Gucci
alla mia prima vista
bloccato le porte delle auto 
alla mia prima vista

riacciuffato i figli intenti a giocare nelle corsie di negozi

Non solo la forza nei versi ma anche nella voce e interpretazione di Neal Hall ricordano il modo di parlare di Marther Luther King e Barack Obama, due grandi comunicatori e leader.


Neal Hall presentato da Francesca Diano
Nei versi usa molte allitterazioni, la sua poesia è sonora e musicale, anche se non ha mai pensato di trasformarle in canzoni.  Inoltre, saltano subito all'occhio e orecchio le molte citazioni da altre opere artistiche e non (da Arthur Miller a Bob Marley, dalla Dichiarazione di Indipendenza al discorso di Martin Luther King) per ampliare le loro parole e le sue. La Dichiarazione di Indipendenza, da lui molto citata, parla di pressione del fare ora, come tuttora vi è urgenza di superare il razzismo e l'avidità. A proposito di questa ha citato molte tribù africane che si fanno la lotta l'una contro l'altra in nome del volere sempre più terra, sempre più potere, sempre più dominio. E ribadisce il messaggio universale della sua poetica: il problema è superare l'avidità e le differenze che ci tengono separati e che ci fanno odiare l'uno con l'altro.

E' interessante vedere come un grande oratore come lui si credesse all'inizio della sua carriera poetica come un Page Poet, un poeta da pagina, non da letture in giro per il mondo a causa della sua timidezza. Gli è venuto in soccorso, indirettamente, Michael Jackson, il quale sosteneva che un artista deve vivere la propria arte. Ora, dice Hall, quando legge le poesie vive la sua arte e come tale tutto il resto sparisce e non ha più paura.

In fondo al post vi lascio link dove potete leggerlo in lingua originale o in italiano nel blog di Francesca Diano, scrittrice e traduttrice, che lo ha portato in Italia non solo nella succitata serata di giovedi scorso, ma anche in un incontro all'Università il 20 aprile.

Finisco con una bellissima perla regalataci da Neal Hall:
Medicina e Poesia pari sono: "They can save your life".


Neal Hall a Palazzo Moroni, Padova

APPALLING SILENCE
it is not the night,
but the absence of light
it’s not the sweltering fervor of the desert
but the rainfall that fails to fall
it is not humanity that loses its humanity
taking, denying humanity from its fellow man but,
humanity that fails to find its humanity
fighting back to give back to grant back
humanity seen, taken, denied its fellow man
it is not the strident clamor nor the vitriolic voices
of the bad people, but the appalling silence
of those who claim to be the good people
it is not the night,
but the absence of light
that keeps us in the dark
and in that darkness we must remember not
the words of our enemies, but
the silence of our friends

Poesie tratte dal suo sito:
http://www.nealhallpoet.com/

Poesie in italiano:
https://emiliashop.wordpress.com/2016/04/25/neal-hall-poesie-tradotte-da-francesca-diano/

https://emiliashop.wordpress.com/2015/10/30/agghiacciante-silenzio-un-poesia-di-neal-hall-tradotta-da-francesca-diano/