lunedì 15 maggio 2017

AFFONDATA SUL LAVORO

Il debutto del mio nuovo spettacolo teatrale "AFFONDATA SUL LAVORO" - scritto e interpretato da me, con musica dal vivo di Nicola Fabro - è fissato per il 2 giugno 2017 alle ore 17 presso il Festival della Canapa nel Parco di Via Dragoni 52, Forlì. Ingresso libero.



A 70 anni dall’approvazione della Costituzione varie voci, buffe\poetiche\amare\ironiche, esprimono ciò che vivono a proposito dell’Art. 1: Repubblica fondata sul lavoro.

In scena interpreto un testo attuale, fatto di testimonianze dirette di lavoratori e lavoratrici: dai giovani in studi legali e di architettura alle ballerine classiche, dai migranti di Africa e Europa dell’Est alle commesse dei supermercati.

Situazioni assurde vissute in una gimkana di precariato, caporalato, sessismo, omofobia, che sono quotidiane nell’Italia del 2017, raccontate con ironia, rabbia, umorismo, poesia e denuncia.

Uno spettacolo fatto di “voci” attuali.

Tra i contributi vi sono quelli letterari di due importanti donne della poesia: Maria Laura Valente e Francesca Del Moro.

La prima con i suoi “senryu”, componimenti di ascendenza nipponica, affini allo haiku quanto a brevità e struttura ritmica e metrica, legati spesso a questioni sociali o di attualità oltre che personali. I senryu letti da Maria Laura Valente sono apparsi nella rubrica americana “Haiku in the workplace”, edita dallo scrittore statunitense Jim Kacian, fondatore e presidente di The Haiku Foundation.

Le poesie di Del Moro, lette nello spettacolo, sono tratte dal suo libro “Gli obbedienti”, edito da Cicorivolta, 2016.

La musica dal vivo è composta, arrangiata ed eseguita alla chitarra da Nicola Fabro, giovanissimo compositore.

Lo spettacolo teatrale dura 80 minuti, si terrà nell’area Chill Out del Festival della Canapa, venerdì 2 giugno, alle ore 17, con ingresso libero.

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Lo spettacolo – scritto, diretto e interpretato da Serena Piccoli – è prodotto dall’Associazione Culturale LESTORDITE (Forlì).

http://serenadesert.wixsite.com/serenapiccoli

Qui il link all'Articolo su Forlì Today

giovedì 13 aprile 2017

Ti scrivo lettere, Boia

Un incontro molto interessante e raro, che ho apprezzato tanto, per scoprire la poesia romena contemporanea, sì è tenuto presso i Musei Eremitani di Padova, venerdì 7 aprile, grazie al poeta Alessandro Cabianca (grande organizzatore, sempre super attivo, a cui vanno i miei continui ringraziamenti per farmi\farci scoprire poesia italiana e non). 

Una delle tappe della tournée della rivista culturale romena Tribuna, a 60 anni dalla fondazione. 

Da dx il direttore di Tribuna, Mircea Arman, e i poeti Stefan Damian, Alessandro Cabianca, Ani Bradea


Il direttore Mircea Arman è l'editore di questa prestigiosa rivista nata nel 1884 come giornale di cultura e politica, il cui obiettivo era anche l'unità politica della Romania (la cultura come mezzo di armonia sociale\politica), visto che era sotto l'impero Austro-Ungarico. Numerosi furono gli italiani pubblicati: Pascoli, Carducci, Fogazzaro. La rivista nel 1957 è uscita in una nuova veste, dando anche l'internazionalità grazie a relazioni con francesi e italiani. Da subito hanno pubblicato poeti italiani tradotti in romeno e viceversa. 


In Romania è molto diffusa, distribuita in 4200 posti, tra cui anche nella Repubblica Moldova. 
Vi è pure in versione online http://tribuna-magazine.com/
E' molto ricca di contributi (non solo di poesia, ma di tutte le arti) ed è esteticamente accattivante, tanto da essere stata presentata in varie mostre d'arte. 

Il Prof. Stefan Damian ha letto alcune poesie dal suo ultimo libro: La provocazione dell'aria, edito da Nemapress Edizioni, con prefazione di Cabianca, scritto direttamente in italiano da Damian. 
Avevo avuto la fortuna di conoscere la sua poetica alcuni anni fa, sempre grazie ad un evento organizzato da Cabianca, e mi aveva colpito davvero tantissimo. Non potevo mancare a questo incontro! Infatti anche questa raccolta poetica è splendida.

Salvezza

La stanchezza d'oggi appiccicata
più d'ogni altra 
appendice della morte uccisa
sui muri delle chiese
screpolati dal vento della fede sconfitta.

E tu domandi incredulo
sotto quale colore scrostato
in che affresco
si trovi la salvezza?
Se di salvezza si può parlare 
quando la bocca impastata di terra
gorgoglia come un fiume strozzato
prima di arrivare al mare.


Damian ha anche tradotto in italiano il libro di poesie di Ani Bradea: Poemi dal muro, edito da Editura Tribuna 2017. Ani stessa ce ne ha lette alcune in romeno e Damian in italiano. Questo libro è splendido, sono rimasta molto colpita dalla scrittura di Bradea per forma e contenuto. Una delle tante particolarità è che le poesie della raccolta sembrano lettere indirizzate a un Boia, a cui lei si riferisce direttamente e chiamandolo sempre alla fine dei versi. Il libro, come si suol dire, l'ho divorato tutto d'un fiato, per le immagini che crea, per il dialogo con il Boia, per l'ironia che usa. 
Un gioiello poetico che consiglio. 

Poemi dal muro, di Ani Bradea
tradotto da Stefan Damian, Editura Tribuna 2017


La primavera viaggia col treno notturno.

La neve a strati seppellisce i mobili vecchi,
dell'altro passato.
sul pavimento
il buio e il freddo rotolano avvinghiati.

Mi dicevi che volevi fuggire insieme altrove,
dove non c'è inverno.
di aver acquisito in anticipo i biglietti di treno,
a prezzo ridotto.
con due posti al finestrino
dal quale poter ammirare con facilità la carne bianca della
notte
quando urta contro il vetro sporco.

Però questo è stato in un altro tempo...

Oggi ancora ti scrivo epistole
spedite in buste traslucide
tramite le quali si vedono i punti e le virgole.
anche le maiuscole si vedono,
sui fogli criogenati.

Abitiamo una sfera gelata.
io a nord,
tu a sud.

Il mio buio scivola.
il mobile antico della mia camera
precipita sul mobile in prestito della tua camera.
la radio annuncia codice rosso di tempesta di neve e gelo.

Un treno è rimasto bloccato tra le nevi in montagna.
tu aspetti su una banchina,
boia.
le peonie hanno insanguinato la tua accetta.


Le poetiche di Damian e Braidea sono voci assolutamente pregevoli e vorrei che in Italia avessero l'ampia ammirazione e conoscenza che meritano. Spesso ci indirizziamo verso l'America o l'Asia, a discapito, per esempio, dell'Est Europa. Diffondere la poesia romena in Italia, e soprattutto questi due pregevoli autori, non solo arricchisce la cultura di noi tutti, poeti e non, ma anche abbatte certi limiti\luoghi comuni.

I libri di Braidea e Damian nella Sala del Romanino,
Musei Civici agli Eremitani, Padova

Interessante il fatto che Editura Tribuna abbia pubblicato di recente un libro di Dino Campana, Canti Orfici, tradotto dal Prof. Stefan Damian. Cabianca ha introdotto la figura del poeta italiano dicendo una cosa su cui concordo: "Di solito la poesia è indipendente dalla biografia, nel caso di Campana ne è la sua biografia in versi". 
Dino Campana, nato a Marradi (Firenze) nel 1885, è sempre stato un ribelle in fuga che ha vissuto in vari paesi (in Russia come mozzo, con gli Zingari fino ai 19 anni, e poi Argentina, Parigi, Bruxelles, Bologna, Odessa). Frequentava grandi poeti, prigioni e manicomi. 

Cabianca ha poi letto alcune poesie in italiano e il professor Damian in romeno. 

BATTE BOTTE

Ne la nave
Che si scuote,
Con le navi che percuote
Di un’aurora
Sulla prora
Splende un occhio
Incandescente:
(Il mio passo
Solitario
Beve l’ombra
Per il
Quais)
Ne la luce
Uniforme
Da le navi
A la città
Solo il passo
Che a la notte
Solitario
Si percuote
Per la notte
Dalle navi
Solitario
Ripercuote:
Così vasta
Così ambigua
Per la notte
Così pura!
L’acqua
(il mare
Che n’esala?)
A le rotte
Ne la notte
Batte: cieco
Per le rotte
Dentro l’occhio
Disumano
De la notte
Di un destino
Ne la notte
Più lontano
Per le rotte
De la notte
Il mio passo
Batte botte.

martedì 28 marzo 2017

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA E ARTI SORELLE

Festival Internazionale di Poesia e Arti Sorelle
Studio di scultura Leonardo Lucchi,
Piazza del Popolo 27, Cesena
31 marzo – 1 – 2 aprile 2017
Direzione di Giorgia Monti e Serena Piccoli
(Associazione Culturale LESTORDITE)


Dal 31 marzo al 2 aprile 2017 Cesena ospita il “Festival Internazionale di Poesia e Arti Sorelle”. 
La rassegna, ideata e curata dalle poetesse Giorgia Monti e Serena Piccoli con il patrocinio del Comune e della Regione Emilia-Romagna, si svolge nella centrale piazza del Popolo,  nel palazzo storico che è laboratorio e atelier permanente per le opere dello scultore Leonardo Lucchi.
Tre giorni di letture di poesie con musica dal vivo, performance di teatro e danza, ospiti di fama nazionale e internazionale e gli interventi musicali di due importanti realtà di Cesena: il Conservatorio Bruno Maderna e il Museo Musicalia di Villa Silvia – Carducci .
Il pubblico potrà dialogare con gli ospiti attraverso domande; inoltre ci saranno incontri con realtà locali che offriranno i loro prodotti enogastronomici.
Il Festival Internazionale di Poesia e Arti Sorelle, ideato e curato da Giorgia Monti e Serena Piccoli, nasce dalla convinzione che l’espressione poetica, l’atto creante e creativo, l’attenzione e la cura per la bellezza in tutte le sue forme, abbiano il potere di incidere sulle coscienze personali.
La Poesia non è distante dalla quotidianità e veicola molta di quella parola che di contemporaneità si nutre, a dispetto di programmi scolastici spesso obsoleti (quando non del tutto inadeguati) e del grande clima di disaffezione culturale in cui sembriamo essere caduti. La Poesia è viva, ha sana e robusta costituzione, lotta con noi e per noi. Inoltre è, da sempre, stimolo per le altri arti che con essa hanno sorellanza e con le quali dialoga costantemente.
Artisti e artiste presenti sono di importanza nazionale e internazionale.
Si spazia dai notevoli nomi nati in territorio romagnolo – Annalisa Teodorani (la miglior voce poetica in dialetto romagnolo), Clery Celeste (pluripremiata poetessa forlivese), Giuseppe Viroli (attore e regista teatrale di Cesena), Raffaella Candoli (scrittrice di Cesena e giornalista de Il Resto del Carlino), Simona Santolini (danzatrice), Simona Gatto (cantante e musicista) – a quelli nazionali, tra cui Pier Francesco De Iulio (poeta e blogger), Francesca Del Moro, Martina Campi e Rodolfo Cernilogar (poeti editi da Cicorivolta Editore che hanno ottenuto ottimi riscontri di critica e vinto numerosi concorsi), Giovanna Frene (autrice presente in antologie Einaudi), Claudia Zironi e Silvia Secco (entrambe di Versante Ripido) Gabriella Gianfelici, Simonetta Sambiase.
Per dare un’ampia visione del panorama poetico attuale e avventurarci in similitudini e differenze, abbiamo invitato due grandi nomi (molto diversi tra loro) della poesia americana: Adeena Karasick e Neal Hall.  Karasick  - pluripremiata performer, poeta, saggista e teorica con 8 libri di poesie, docente universitaria a New York - ci presenta la sua “Salomè: Donna di Valore”, recitata con la tipica lettura ritmata newyorkese paragonabile a un canto. Salomè, ebrea, racconta la sua storia d’amore proibito con il cristiano Giovanni Battista.
Neal Hall, poeta e oftalmologo denominato “il Martin Luther King moderno”, nelle sue poesie ci parla di un'altra situazione contrastante: l’odio dei bianchi verso i neri negli USA di oggi. Un’importante testimonianza poetica di un americano che vive quotidianamente in prima persona sulla sua pelle pregiudizi e odio.
Uno sguardo al mondo poetico arabo contemporaneo ce lo dà Gassid Mohammed, poeta iracheno, che ci leggerà poesie sue, oltre a quelle tratte dalla raccolta omonima di Ashraf Fayad (Terra d'Ulivi edizioni).
Tale ricchezza e diversità di eventi hanno un duplice scopo: sensibilizzare la cittadinanza ed attrarre nuovi fruitori in città. Proprio per questo motivo l’entrata a tutto il Festival sarà a offerta consapevole.
Il Festival è sostenuto da vari sponsor: Cleup casa editrice, Brodino pastificio - Cesena, Hotel Miramare – Cesenatico, Lpe Professional Engineering, Casale del Fattore - Cesena, Il Giardino B&B - Cesena, Camera Café B&B - Forlì, Azienda Biologica Giuseppe Lotti - Bertinoro, Bed and Breakfast inFratta – Bertinoro, Fattoria Ca’ Rossa - Bertinoro, Gelateria Caffetteria Nuovo Fiore – Cesenatico.
INFO E CONTATTI:
Facebook: Festival Internazionale di Poesia e Arti Sorelle
Twitter: @FestPoesiaArti


PROGRAMMA
Venerdì 31 marzo ore 21
“Le poete\Esse non esistono”
spettacolo di Poesia e Musica
Letture di e con Clery Celeste, Francesca Del Moro, Annalisa Teodorani.
Intervento musicale del Quartetto d’Archi del Conservatorio Bruno Maderna di Cesena.
Spettacolo di e con Giorgia Monti e Serena Piccoli. 
Nell'immaginario collettivo le Poete o Poetesse pare non esistano. A scuola di solito si studiano i Poeti. Se si chiede di nominare un autore o un'autrice di versi, 9 volte su 10 viene citato un uomo, o al massimo Alda Merini. Come non ne esistessero altre.  Celeste, Del Moro, Teodorani, Monti e Piccoli interpretano, oltre alle loro, anche poesie di autrici di tutto il mondo e differenti periodi storici. 
Sabato 1 aprile
ore 16 Poesia made in USA
A cura di Pina Piccolo, testimonianze dalla poesia statunitense contemporanea.
ore 16.30 Il peso di essere Nero
Performance poetica di Neal Hall in inglese e italiano.
I potenti e ironici versi di colui che è considerato erede di Martin Luther King e Malcom X contro il razzismo della società statunitense da lui stesso tuttora subito.  
Unica tappa del suo tour italiano dopo Roma.
ore 18 Aperitivo offerto da Fattoria Ca’ Rossa – Bertinoro - FC
ore 18.30 Dialoghi d'Amore 
Lettura delle poesie di e con Pier Francesco De Iulio e performance di danza eseguita da Simona Santolini su musica curata da Giacomo Pini.
ore 21.15 Salomè: Donna di Valore
Performance poetica di Adeena Karasick in inglese e italiano.
Le voci di Giovanni Battista (cristiano) e Salomé (ebrea) narrano il loro amore.
Versi ironici, romantici, ribelli con la tipica parlata\cantata di Karasick.
Una delle tappe del suo tour italiano.
Domenica 2 aprile
ore 10 Lettera da Villa Silvia
Lettura del racconto "Una lettera dal preventorio" di e con Raffaella Candoli e Samuele Mazzotti, tratto da ricerche storiche su Villa Silvia (Cesena), dove soggiornò Giosué Carducci.
Intermezzi musicali di organetto a manovella a cura di Franco Severi, direttore del museo Villa Silvia.
Ore 11 Video poesie
Poeti e poete leggono versi di colleghi\e.  A cura di Versante Ripido, presentano Claudia Zironi e Silvia Secco.
11.30 Aperitivo offerto da Azienda Bioagricola Giuseppe Lotti – Bertinoro - FC
ore 16 Dialoghi poetici
Lettura di poesie di e con Giovanna Frene, Martina Campi, Maria Laura Valente e Simonetta Sambiase.
ore 17 Le istruzioni sono all'interno
Lettura di poesie di e con Gassid Mohammed, poeta iracheno, tratte anche dalla raccolta omonima di Ashraf Fayad (Terra d'Ulivi edizioni).
Libro per cui il poeta palestinese ha avuto una condanna a morte in Arabia Saudita, poi commutata, dopo mobilitazione internazionale, in otto anni e ottocento frustate.
ore 17. 45 Aperitivo offerto da Fattoria Ca’ Rossa – Bertinoro - FC
ore 18.30 Dialoghi d’amore
Lettura di poesie di e con Rodolfo Cernilogar e intervento di musica e canto di Simona Gatto.
ore 21.15 Delitto e castigo
Spettacolo teatrale con attore e pupazzi di e con Giuseppe Viroli.

giovedì 29 dicembre 2016

"IO RACCONTO" - Il teatro di Ottavia Piccolo

Lunedi 5 dicembre la Professoressa Rosaria Ruffini ha invitato l'attrice Ottavia Piccolo a parlare di teatro presso lo IUAV di Venezia. Relatore invitato anche il Prof. Carmelo Alberti.
La signora Piccolo, anzi Ottavia, come ha chiesto subito di essere chiamata (mostrando, una volta di più, di essere una donna molto alla mano e disponibile), ha parlato a ruota libera della sua vita in teatro e per il teatro.
"Se un testo è ficcante in ambito contemporaneo, allora mi piace"è stata una delle sue prime affermazioni. Infatti Ottavia da tempo mette in scena testi di autori contemporanei.
Nel 2000 le arriva un testo di Roberto Cavosi, "Rosanero", dove, partendo dalla tragedia greca giunge a parlare di donne di mafia. (Qui la trama: Rosanero )
Quella, ci dice, è stata la prima volta che ha messo in scena un testo non tradizionale. E da lì si è scrollata di dosso l'immagine di attrice di teatro di regia.

Stefano Massini è il suo drammaturgo di riferimento italiano, giovane autore di 41 anni. Le piace perché racconta la contemporaneità in modo talentuoso.
"Processo a Dio" pubblicato da Einaudi, è stato scritto appositamente per Ottavia sul tema della Shoah.
Ora gira i teatri d'Italia con "Enigma", sempre scritto da Massini.
Inoltre dello stesso autore ha messo in scena "7 minuti" e "Terra di latte e miele" sul conflitto israelo-palestinese.

A chi la chiama per proporle di fare "La Locandiera" Ottavia risponde di no, perché "non vuole essere sdraiata sul titolo", come si dice in un'espressione colorita. Vuole che si dica qualcosa di nuovo, certamente anche facendo i classici, ma il suo obiettivo non è mostrare di saper fare questo mestiere (su cui nessuno dubita che lo sappia fare in modo eccellente).

"Il mondo non cambia con il teatro, ma aiuta a comprendere certi temi, a farsi domande, suscitare interesse e dubbi sugli argomenti. Ogni evento teatrale è biografico, dice George Banu. E' vero: ti rimane dentro la vita."

E' interessante sentire che Ottavia Piccolo non ha mai studiato recitazione vera e propria, fin dalla prima volta sul palco (da bambina) si comportava come le attrici di lunga data. Ha studiato tutti i vari metodi di recitazione, ma non ne ha applicato uno. "Ho sempre fatto a senso mio, come quando alle Scuole Elementari le maestre dicevano: leggi a senso. Ecco, io leggo dando il senso. Il mio è un Non-metodo! Ho sempre sentito e fatto così. Sono figlia d'arte adottiva, nel senso che i miei genitori non sapevano nulla di teatro, non ci andavano, erano poveri."

"Io non interpreto i personaggi, io racconto".

Ottavia ha lavorato, tra i tanti illustri, anche con Strehler nel Re Lear.
"Io ero sia Cordelia che il matto, che dice al re la verità nuda e cruda. Il matto è la continuazione dell'amore di Cordelia, diceva Strehler, ecco perché voleva che fosse interpretato da un'unica attrice."

Ottavia Piccolo allo IUAV invitata dalla Professoressa Ruffini

"Donna non rieducabile", splendido e potente spettacolo teatrale su Anna Politkovskaja, giornalista russa uccisa. Dice Ottavia: "Non è la copia di Anna, io sono una sorta di medium che legge e racconta i suoi fogli, articoli e appunti. Io non sono Anna, se lo dicessi toglierei credibilità a ciò che dico sul palco."

Aggiunge: "Massini ha scritto il copione come una poesia, c'è poca punteggiatura e dà il ritmo della lettura, oltre ad aggiungere il distacco. Il pubblico, se sei credibile, ti crede! Se gli dici che questo tavolo è una zattera, ti crede!"

Ottavia, infine, dopo averci regalato due ore di "lezione" teatrale, ci ha fatto la lettura di due pezzi dall'opera sulla giornalista russa brutalmente assassinata.
Ci ha lasciati tutti con enorme entusiasmo, sia per la sua saggezza, che per la generosità.
Consiglio vivamente di vederla a teatro o, alla peggio, in video.
Video Il sangue e la neve


mercoledì 23 novembre 2016

Voci degli Dei Invisibili -Controcanto di Lucia Guidorizzi

“Il Dio il cui oracolo è a Delfi non dice, non nasconde, ma dà segni”

L'aforisma di Eraclito, messo da Lucia Guidorizzi in apertura della prima parte del suo libro di poesie "Controcanto" (edito da Supernova Edizioni), ci mette già sulla buona strada per capire il messaggio che corre sotto i versi della raccolta. 

E' un sorriso ribelle quello che scaturisce dalla prima poesia (bellissima, asciutta e disarmante): Mano sinistra, dove Lucia, poeta padovana, scrive:    

Scrivo con la mano sinistra
La mano del Diavolo
Anche se me l’hanno vietato
Perché porta disordine

Scrivo con la mano
Che mi ha chiesto
Di scrivere
E nessuno
Sarà in grado di correggermi

Scrivo con l’emisfero destro
Che produce visioni
E non si spaventa delle voci
Degli Dei Invisibili

Scrivo da mancina
Perché non sono addestrabile
Perché è così che vuole
La mia indole maldestra

Scrivo con la sinistra
Perché sono veggente
Perché sono diversa
Perché la mia natura è questa

Scrivo con il mio spavento e la mia allegria
Anche se mi avete messo la penna
Nella mano destra per la fotografia




Le "voci degli Dei Invisibili" si fanno sentire lungo tutto il libro, che è ispirato e dedicato a Vittoria, la nonna paterna, Emily Bronte , Emily Dickinson e Amalia Rossellli. Le voci di questi dei, o di queste 4 donne, o di altre ancora - non spaventano Lucia che, anzi, desidera oltrepassare realtà che la incatenano.


TRESPASS

Nella discontinuità di questi attimi
Nel variare della distanza
Nell’eccesso inaccessibile
Non finisco mai di darti alla luce
E tu di partorirmi

Sono venuta a te
Con la fatica del mendicante
Che trascina la sua mancanza
In una valigia stipata di attese

Aprimi tutta
E mi srotolerò
Davanti a te
Come un tappeto
Pieno di cifre occulte
Che solo tu interpreti

Riconoscimi come ti ho riconosciuto
Torna a me nel sogno
Con le tue lente carovane di vento
In partenza per il paese della luce

Solo incontrandoci vivremo
Le nostre incandescenze
Oltrepassando realtà che c’incatenano

E quando raggiungerò
Il culmine della pienezza
Tornerò ad essere vuota
Per ricominciare ad attenderti


Tutto il libro si legge d'un fiato per la bellezza dei versi, ricchi di giochi di parole e immagini incisive, e per una sorta di trama, molto forte e decisa, che rende chiaro il percorso di Lucia nel suo atto di "Trespass". 


 SOLO QUESTO SAPEVO CHE UN ALTRO PASSO
SAREBBE STATO IRREVOCABILE

Il taumaturgo porta sempre una ferita
 Per riconoscere il Segno bisogna essere stati contusi

Abbagli sono la luce che non riusciamo a guardare
La bronzea freccia quando colpisce il bersaglio
Provoca dolore ed esultanza

Per accogliere il dono bisogna essere stati contigui
Ma l’orbita dei nostri pensieri ci conduce sempre Oltre

 Ora scivoliamo nel limpido vuoto celeste
 Smettendo ogni veste mondana

 Si può ascoltare solo chi sa tacere l’Amore
 Silenzio non richiede misura

Sulla riva Notte come viandante frettolosa
Saluta Aurora prima di scomparire
     - solidale con l’Invisibile -

 Iniziano a ritirarsi sbiadendo
 Le sfarzose le ombre di velluto
 Per cedere il palcoscenico al Giorno

 Quando lo specchio smetterà di riflettere
Finalmente Mancanza porterà grazia inattesa

Ogni ferita racconterà
Ciò che non riuscimmo mai ad essere

Ci parlerà di noi
Con fairy-play ineluttabile


Consiglio vivamente di leggere\regalare\farvi leggere questo libro di Poesia (da cui ho preso queste liriche).
Lo potete acquistare qui: 

Si nota il gran lavoro dietro ogni verso, con puntualità e accuratezza al minimo dettaglio. Caratteristica di Lucia è creare immagini molto delicate, che spesso hanno a che fare con lavori manuali di donne di un tempo. 

        Attendo caparbia di ritrovare l’Eldorado
        Certa dell’attesa riconquista
        Che coi favori della Luce mi restituirà il respiro
        Dopo aver filato gomitoli d'apnee

Soprattutto trovo interessante e raro il tema affrontato da Lucia e la sensibilità con cui l'ha trattato. E' stato davvero difficile scegliere le poesie da inserire nel post, le sono grata per aver parlato in versi di un tema spesso affrontato con superficialità, che, in finale del libro, riassume con questi versi:

Ciò che ami
Ciò che hai avuto
Ciò che sei stato
Sparirà




Lucia Guidorizzi è nata a Padova e vive a Venezia. Laureata in Lettere, insegnante, tiene seminari di scrittura e ha partecipato, a varie edizioni del Festival Internazionale de La Palabra en el Mundo. Ha pubblicato con Editoria Universitaria: “Confini” (2005), “Scandalose entropie. Riflessioni poetiche sugli abusi prodotti dal divenire storico” (2006) , “Ibrida Hybris”(2007), “Quadrilunio, Una tetralogia dell’anima”(2009) Ha pubblicato con Supernova “Milagros” (2011) , “Nel paese dei castelli di sabbia” (2013) e “Controcanto” (2015). Alcuni suoi articoli e recensioni sono presenti nella rivista “Le voci della Luna” e ha collaborato con la rivista virtuale “Transfinito” a cura di Giancarlo Calciolari.Ha scritto La roccaforte dell’Eden. Memorie poetiche di viaggio nello Yemen  per il film-documentario presentato alla 65.a Mostra del Cinema di Venezia : Appunti di viaggio sullo Yemen prodotto da Piero Pedrocco con il patrocinio dell’Ambasciata a Roma e del Consolato Onorario a Firenze della Repubblica dello Yemen. Alcune sue  poesie sono inserite nelle antologie “Cuore di preda” Edizioni CFR 2012, “Il ricatto del pane”, Edizioni CFR 2013, “Sotto il cielo di Lampedusa” Rayuela 2014, “Fil Rouge” Edizioni CRF 2015. Ha curato insieme a Daniela Zamburlin l’antologia poetica “Tra velme e barene. La voce della poesia” Supernova 2013. Fa parte del direttivo del Progetto 7 Lune ed è curatrice della rubrica online sulla letteratura ispanoamericana LuciAllaluna.

lunedì 24 ottobre 2016

Areterteca

"Areterteca" significa "terremoto" nel dialetto di Saletta, frazione di Amatrice, Rieti. Due mesi oggi un ennesimo potentissimo movimento tellurico distruggeva vite e paesi. Uno dei compiti di tutti è mantenere l'attenzione viva, non solo sulle recenti popolazioni colpite, ma anche su quelle di Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Lombardia.

E mi viene in mente Danielle Legros Georges, Poeta Laureata della città di Boston dal 2014, statunitense nata ad Haiti, che, tra le tante splendide poesie, ne ha scritta una dedicata alla sua città d'origine colpita dal terremoto. 
http://www.lesley.edu/news/2014/12/professor-danielle-legros-georges-is-named-bostons-poet-laureate/ 

Alcuni di noi hanno avuto la fortuna di ascoltarla e, è il proprio il caso di dirlo, vederla recitare questa sua poesia. 
Per me è stata un'illuminazione che non avevo mai avuto ascoltando una poesia letta da chi l'ha scritta. 

La Professoressa Legros Georges l'ha "cantata" con voce molto dolce, seguendo un ritmo ondulatorio fatto da versi ripetuti. Questo suo modo performativo molto efficace ha letteralmente incantato i presenti. Io ancora oggi la sento e rivedo in me, talmente è riuscita a dare la sensazione del terremoto. 
E rifletto su noi, poeti e poete d'Italia, a come leggiamo spesso in modo monotono e privo di colore le nostre poesie. 

Era il 21 maggio, a Palazzo Romagnoli, Forlì, all'interno del "L'orecchio di Dioniso" - Festival Internazionale di Poesia, Musica e Arti Visive, il cui direttore artistico era Walter Valeri.
http://www.lamacchinasognante.com/festival-di-poesia-musica-e-arti-visive-lorecchio-di-dioniso-21-e-22-maggio-forli/

La Poesia, lo ripeterò sempre, è molto potente, e anche Legros Georges ce lo ha dimostrato. 
Consiglio di vedere tutta la lettura di poesie che ha fatto al Festival in questo video girato da Melina Piccolo, figlia di Pina Piccolo, traduttrice, poeta e tra le organizzatrici del Festival.
https://www.youtube.com/watch?v=schi2OAFrIk 

Grazie davvero a chi l'ha invitata in Italia.

Danielle Legros Georges - Foto di Melina Piccolo



lunedì 22 agosto 2016

Lucia Guidorizzi recensisce Alberto Barina

BREVI PERCORSI PROFONDAMENTE LUMINOSI

Le riflessioni dell'amica e collega Lucia Guidorizzi su “Piccoli viaggi di luce” libro di poesie di Alberto Barina.

"Questo piccolo, prezioso libro di poesie di Alberto Barina, rigorosamente autoeditato, come tutti gli altri, per sfuggire alle vampiresche logiche di mercato che vengono inflitte a chiunque ai giorni nostri osi pubblicare poesie, racconta di un viaggio appartato, in cui gli accadimenti lasciano  poche tracce esteriormente, mentre creano profonde risonanze interiori.
Vivere in questo modo è arduo, complesso, e si sottrae a tutte le logiche più accreditate di chi si accontenta di esistere in superficie.
E’ un lavoro profondo e faticoso, quello di Alberto Barina, molto simile a quello delle donne cinesi Ama, pescatrici di perle, che s’immergevano in apnea negli abissi marini per raccogliere perle preziose e alle quali ha dedicato una poesia in una delle sue raccolte precedenti.
Un impegno poetico, quello di Alberto, che dura da venticinque anni e il cui emblema è l’immagine di un fragile e delicato ippocampo, creatura acquatica sempre più difficile da incontrare nei nostri mari inquinati. E come un ippocampo Alberto nuota nelle acque dell’Inconscio, portandoci i suoi doni in forma di parola.
Poche e intense poesie di grande bellezza e rarefazione, fatta eccezione per quella di chiusura “Do ut des (Soliloquio kamikaze)” in cui si discosta dallo stile delle altre, facendo emergere la consueta ironia che gli appartiene, ma che in questo caso diviene feroce sarcasmo, assumendo i toni di una dura requisitoria contro il vorace mercato che si fa intorno alla poesia e alle velleità di chi si cimenta nella scrittura.
La raccolta inizia con “Felicità per sottrazione” che costituisce in un certo senso il manifesto programmatico di tutto il percorso. Questo testo è ispirato dal libro di Pierre Zaoui “L’arte di scomparire” dal quale raccoglie l’invito alla discrezione del disapparire, in netta controtendenza con le modalità del nostro tempo, in cui vi è una vera e propria frenesia nei confronti della visibilità comunque e ad ogni costo.
Scrive: “Pensami,/mentre abito/dentro lo specchio/di questa felicità di sottrazione,/la meraviglia del distacco/dalle pendici dell’ego.”
Sono poesie che si sviluppano intorno al tema della luce, luce che assume anche aspetti fotografici come in “Promemoria per un autoritratto” in cui il poeta si definisce
“Lacrima d’occasione/o ossessione di fiamma mancata;/polvere che si crogiola alla luce/scampata alla paura del ragno.”
oppure in “Scrivere con la luce”, dedicata al fotografo Sebastiao Salgado nella quale scrive “Estrai dalla luce/il bianco e il nero,/l’oro/di questa umanità./ Fotogrammi di monumentale e tragica bellezza;/mondi ancora vergini/estesi oltre le barricate/di questa nostra occidentale esistenza.”
Sono poesie in cui compaiono creature totem di questo viaggio segreto, come il piccolo e timido pettirosso nell’omonima poesia,
“Ti vedo/alla luce instabile del giorno,/mi somigli./ Rosso timido,/ad una briciola di passo,/nuclearmente stecchito/sul ciglio/dei soprusi dell’inverno.”
e tocchi di colore, come in “Inconsueto Renoir
”I colori/si preparano al nudo/al crepuscolo,/alla tela che esige la notte.”
fino a raccontarci in “Breve interferenza sonora” come le vibrazioni sonore abbiano anch’esse una tonalità emotiva che corrisponde ad un determinato colore
“Il suono /ha una timbrica di luce,/rimane esterrefatto sulla rupe della lingua;/è un Ulisse che compie una pronuncia/da una sconosciuta latitudine.”
Una poesia che coniuga in modo esemplare il tema della luce e della sottrazione è “Costellazioni di terra” ispirata al film-documentario “Nostalgia della luce” del regista cileno Patricio Guzman. Il film racconta delle donne di Atacama che scavano nel deserto alla ricerca dei corpi scomparsi dei loro cari che vi sarebbero stati occultati dal regime di Pinochet. ”Ecco/il passo silente delle costellazioni/le donne di Atacama/conoscono l’asciutto ed il sale/di una fragile religione.”
Passo dopo passo, questi ”Piccoli viaggi di luce” ci conducono verso un’autentica umanità, ci insegnano la compassione e l’empatia nei confronti di forme di vita e modi di essere di cui abbiamo dimenticato il valore.
Tutto in questo libro racconta l’arduo esercizio di restare in bilico tra l’emozione e il distacco, l’intensità ascetica di una dedizione alla parola che contrasta con le logiche grossolane della vita comune.
Si tratta di un lavoro di decantazione e di rarefazione che conduce alla serena accettazione di un’esistenza “imperfetta”, come imperfetto è l’amore .
Alberto Barina è un poeta autentico e lo conferma il suo vivere appartato, il suo coltivare una  poesia sommessa, ma al tempo stesso ostinata e pervicace."