mercoledì 23 novembre 2016
Voci degli Dei Invisibili -Controcanto di Lucia Guidorizzi
lunedì 24 ottobre 2016
Areterteca
E mi viene in mente Danielle Legros Georges, Poeta Laureata della città di Boston dal 2014, statunitense nata ad Haiti, che, tra le tante splendide poesie, ne ha scritta una dedicata alla sua città d'origine colpita dal terremoto.
http://www.lesley.edu/news/2014/12/professor-danielle-legros-georges-is-named-bostons-poet-laureate/
Alcuni di noi hanno avuto la fortuna di ascoltarla e, è il proprio il caso di dirlo, vederla recitare questa sua poesia.
Per me è stata un'illuminazione che non avevo mai avuto ascoltando una poesia letta da chi l'ha scritta.
La Professoressa Legros Georges l'ha "cantata" con voce molto dolce, seguendo un ritmo ondulatorio fatto da versi ripetuti. Questo suo modo performativo molto efficace ha letteralmente incantato i presenti. Io ancora oggi la sento e rivedo in me, talmente è riuscita a dare la sensazione del terremoto.
E rifletto su noi, poeti e poete d'Italia, a come leggiamo spesso in modo monotono e privo di colore le nostre poesie.
Era il 21 maggio, a Palazzo Romagnoli, Forlì, all'interno del "L'orecchio di Dioniso" - Festival Internazionale di Poesia, Musica e Arti Visive, il cui direttore artistico era Walter Valeri.
http://www.lamacchinasognante.com/festival-di-poesia-musica-e-arti-visive-lorecchio-di-dioniso-21-e-22-maggio-forli/
La Poesia, lo ripeterò sempre, è molto potente, e anche Legros Georges ce lo ha dimostrato.
Consiglio di vedere tutta la lettura di poesie che ha fatto al Festival in questo video girato da Melina Piccolo, figlia di Pina Piccolo, traduttrice, poeta e tra le organizzatrici del Festival.
https://www.youtube.com/watch?v=schi2OAFrIk
Grazie davvero a chi l'ha invitata in Italia.
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| Danielle Legros Georges - Foto di Melina Piccolo |
lunedì 22 agosto 2016
Lucia Guidorizzi recensisce Alberto Barina
BREVI PERCORSI PROFONDAMENTE LUMINOSI
Le riflessioni dell'amica e collega Lucia Guidorizzi su “Piccoli viaggi di luce” libro di poesie di Alberto Barina.
"Questo piccolo, prezioso libro di poesie di Alberto Barina, rigorosamente autoeditato, come tutti gli altri, per sfuggire alle vampiresche logiche di mercato che vengono inflitte a chiunque ai giorni nostri osi pubblicare poesie, racconta di un viaggio appartato, in cui gli accadimenti lasciano poche tracce esteriormente, mentre creano profonde risonanze interiori.
Vivere in questo modo è arduo, complesso, e si sottrae a tutte le logiche più accreditate di chi si accontenta di esistere in superficie.
E’ un lavoro profondo e faticoso, quello di Alberto Barina, molto simile a quello delle donne cinesi Ama, pescatrici di perle, che s’immergevano in apnea negli abissi marini per raccogliere perle preziose e alle quali ha dedicato una poesia in una delle sue raccolte precedenti.
Un impegno poetico, quello di Alberto, che dura da venticinque anni e il cui emblema è l’immagine di un fragile e delicato ippocampo, creatura acquatica sempre più difficile da incontrare nei nostri mari inquinati. E come un ippocampo Alberto nuota nelle acque dell’Inconscio, portandoci i suoi doni in forma di parola.
Poche e intense poesie di grande bellezza e rarefazione, fatta eccezione per quella di chiusura “Do ut des (Soliloquio kamikaze)” in cui si discosta dallo stile delle altre, facendo emergere la consueta ironia che gli appartiene, ma che in questo caso diviene feroce sarcasmo, assumendo i toni di una dura requisitoria contro il vorace mercato che si fa intorno alla poesia e alle velleità di chi si cimenta nella scrittura.
La raccolta inizia con “Felicità per sottrazione” che costituisce in un certo senso il manifesto programmatico di tutto il percorso. Questo testo è ispirato dal libro di Pierre Zaoui “L’arte di scomparire” dal quale raccoglie l’invito alla discrezione del disapparire, in netta controtendenza con le modalità del nostro tempo, in cui vi è una vera e propria frenesia nei confronti della visibilità comunque e ad ogni costo.
Scrive: “Pensami,/mentre abito/dentro lo specchio/di questa felicità di sottrazione,/la meraviglia del distacco/dalle pendici dell’ego.”
Sono poesie che si sviluppano intorno al tema della luce, luce che assume anche aspetti fotografici come in “Promemoria per un autoritratto” in cui il poeta si definisce
“Lacrima d’occasione/o ossessione di fiamma mancata;/polvere che si crogiola alla luce/scampata alla paura del ragno.”
oppure in “Scrivere con la luce”, dedicata al fotografo Sebastiao Salgado nella quale scrive “Estrai dalla luce/il bianco e il nero,/l’oro/di questa umanità./ Fotogrammi di monumentale e tragica bellezza;/mondi ancora vergini/estesi oltre le barricate/di questa nostra occidentale esistenza.”
Sono poesie in cui compaiono creature totem di questo viaggio segreto, come il piccolo e timido pettirosso nell’omonima poesia,
“Ti vedo/alla luce instabile del giorno,/mi somigli./ Rosso timido,/ad una briciola di passo,/nuclearmente stecchito/sul ciglio/dei soprusi dell’inverno.”
e tocchi di colore, come in “Inconsueto Renoir
”I colori/si preparano al nudo/al crepuscolo,/alla tela che esige la notte.”
fino a raccontarci in “Breve interferenza sonora” come le vibrazioni sonore abbiano anch’esse una tonalità emotiva che corrisponde ad un determinato colore
“Il suono /ha una timbrica di luce,/rimane esterrefatto sulla rupe della lingua;/è un Ulisse che compie una pronuncia/da una sconosciuta latitudine.”
Una poesia che coniuga in modo esemplare il tema della luce e della sottrazione è “Costellazioni di terra” ispirata al film-documentario “Nostalgia della luce” del regista cileno Patricio Guzman. Il film racconta delle donne di Atacama che scavano nel deserto alla ricerca dei corpi scomparsi dei loro cari che vi sarebbero stati occultati dal regime di Pinochet. ”Ecco/il passo silente delle costellazioni/le donne di Atacama/conoscono l’asciutto ed il sale/di una fragile religione.”
Passo dopo passo, questi ”Piccoli viaggi di luce” ci conducono verso un’autentica umanità, ci insegnano la compassione e l’empatia nei confronti di forme di vita e modi di essere di cui abbiamo dimenticato il valore.
Tutto in questo libro racconta l’arduo esercizio di restare in bilico tra l’emozione e il distacco, l’intensità ascetica di una dedizione alla parola che contrasta con le logiche grossolane della vita comune.
Si tratta di un lavoro di decantazione e di rarefazione che conduce alla serena accettazione di un’esistenza “imperfetta”, come imperfetto è l’amore .
Alberto Barina è un poeta autentico e lo conferma il suo vivere appartato, il suo coltivare una poesia sommessa, ma al tempo stesso ostinata e pervicace."
mercoledì 15 giugno 2016
Lucia Guidorizzi recensisce "Or-dite!Trame d'arte contro la violenza sulle donne"
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| Lucia Guidorizzi declama sue poesie al Bologna in Lettere 2016 |
venerdì 3 giugno 2016
Tra acqua e acqua c'è musica e poesia - Giorgia Monti
Performer
Da anni parlo così di Giorgia Monti, quindi nessuna sorpresa da parte mia quando mi ha detto mesi fa: “Sere, voglio incidere un CD di musica e mie poesie!”
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| La copertina dell'ep e CD |
Un CD? Quando tutte noi siamo concentrate sulla pubblicazione cartacea, ecco che arriva lei con una nuova avventura, non propriamente tradizionale per una poeta.
Giorgia, ma perché un CD?
"Perché...perché? Amo la musica da sempre, la maggior parte dei miei reading sono accompagnati da musica, credo molto nella commistione parola e suono. Il CD mi è stato proposto da Fabio Fanuzzi quando mi ha sentita presentare Francesca Del Moro (scrittrice e performer, ndr) e leggere una sua poesia. E così ho deciso di farlo, perché sperimentare mi piace, il mio editore dice che i miei testi sono musicali e che nella ricerca delle parole che faccio c'è un'indagine tesa al significato e alla sonorità. Non cerco le rime che non amo molto, bensì consonanza e assonanza, oltre alla musicalità della parola, che si sente quando la si legge. E' un po' il concetto "significato/significante" che include anche questo aspetto. Credo che la musicalità integri e rafforzi la parola, non la faccia soccombere come in alcuni casi che ho sentito"
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| L'interno del CD con le foto di Valentina Gaglione |
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| Che razza di mondo, Ed. Cicorivolta, 2012 |
"Inoltre la poesia ha bisogno di attualizzarsi e questo è anche un modo per veicolarla, ovviamente la parola è predominante. Io scrivo poesie non canzoni, e queste registrazioni non vogliono essere tali, come in altre registrazioni che ho sentito, certamente belle, ma dove la parola si perdeva.
Credo nelle contaminazioni, come nel mio primo libro ("Che razza di mondo" Ed. Cicorivolta, 2012 ndr), la parola si mischiava con l'arte pittorica, qui la musica dialoga con le parole."
E così il 14 aprile esce online su Spotify e ITunes, oltre che su CD, l’ep “Tra acqua e acqua” 4 poesie inedite di e recitate da Giorgia: “Prendi me”, “Tra acqua e acqua”, “Senza titolo”, “Dachau”. Al basso, batteria, chitarra Fabio Fanuzzi, al piano e sax Mario Sboarina. Registrato e masterizzato presso @Fuzz studio recording e con le splendide foto di Dissonanzeridondanti di Valentina Gaglione.
Ascolto online:
http://spoti.fi/1Uv2HFk
http://apple.co/1Uv2UIC
Il CD, sia per musica che per confezione, è di alta qualità, nulla da invidiare a quelli che compriamo dei nostri cantanti preferiti. E’ interessante la sintesi armoniosa tra poesia, recitazione di Giorgia (molto concentrata e ben diretta nell’interpretazione, in qualche punto dal tono più teso di quando legge nei suoi reading) e musica di diversi strumenti.
Sono molto intrigata dalla prima poesia, poiché è duplice e antitetica: Giorgia non crede in Dio, ma tuttavia gli parla, non lo prega, ma allo stesso tempo gli fa una richiesta.
“Prendi me.
Dio che non ti prego, accogli le mie mani disgiunte.
Dio che non ti credo, ascolta la mia parola sola.
Dio che non ti vedo, baratta la mia carne con la sua.
E finalmente abbi peso.”
“Tra acqua e acqua” ha musiche arabeggianti, bello il finale in cui riecheggia la frase: “La differenza tra acqua e acqua è il sale in gola”.
Il sax accompagna “Senza titolo” che si apre con una frase che racchiude, ahimé, un concetto che da secoli viene imposto da subito a noi donne: “A sentirmi piccola mi avete insegnato” . Ma Giorgia, come tante donne, non si spezza, anzi “invece poi inciampo di luce, ho fiuto, abilità di mani ai pensieri allacciate”. Come accade in altre sue poesie, l’inizio è segnato da una imposizione esterna negativa, che pare poterla annientare, ma alla quale risponde con orgoglio e forza per poi sfociare nel finale in cui impone la sua indipendenza “Solo un cartello: privata proprietà.”
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| Foto della registrazione in studio |
In tutto l’ep apprezzo molto che la sua voce appaia nitida e la musica non sia uno sfondo, ma elemento importante al pari del testo poetico.
La Poesia, come dico sempre io, fa bene a chi deve far bene e male a chi deve scalfire, unirla così con la musica e l’interpretazione di Giorgia fa avvicinare anche chi, a torto, la snobba ritenendola aulica, antiquata, lontana da noi, roba da sepolcri imbiancati. Online l’ascolto è gratuito, se si vuole fisicamente il CD costa 4 euro, quindi non abbiamo neanche la scusa dell’elevato costo per non ascoltarlo.
Lo potete richiedere qui http://bit.ly/1UAF9il
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| Declama sue poesie al Festival Bologna in lettere il 28 maggio 2016 |
Non la sentirete mai gridare qualche strofa neanche quelle di rabbia accesa, non ne ha bisogno, dice già tutto coi versi. Il pubblico questo lo percepisce, rimane avvolto da un'atmosfera rarefatta di colori e percezioni insolite, perché la poesia è il suo rifugio da un mondo così poco poetico. Ma è anche il suo regalo (è donna estremamente generosa) a noi, gli 'altri', che, non a caso, ci rifugiamo in lei.
"Che razza di mondo" e altri video di Giorgia:http://bit.ly/1XVTjgK
La sua pagina Facebook: http://bit.ly/23gRZEw
Il suo profilo ne La Recherche: http://bit.ly/1Uv3RRb
giovedì 2 giugno 2016
BOLOGNA IN LETTERE -commenti di partecipanti
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| Artisti e artiste di sabato 28 maggio |
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| Monti ascolta il reading |
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| Giorgia Monti declama. Foto di Jacopo Ninni. |
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| Il pubblico al Cortile Café |
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| Guidorizzi declama presso Altro? |
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| Da sx Guidorizzi, Piccoli, Monti, Ghenzovich |
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| Declamo "Con te" al Cortile Cafè. Foto di Jacopo Ninni |
sabato 14 maggio 2016
Festival Internazionale di Poesia La Palabra en el Mundo
Quest'anno il tema era: la Poesia come Azione di Pace e per la Pace. Un tema molto ampio e giusto, perché la parola poetica serve alla pace e alla giustizia. Nello specifico a Venezia si è scelto il filone dei rifugiati e dei diritti umani, partendo da una tavola rotonda dalle 10 alle 12 di mattina nella affascinante e idilliaca loggia del Centro di Studi e Documentazione della Cultura Armena (ecco, a proposito, ricordiamoci anche di quel popolo!).
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| Loggia del Temanza, Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena, Venezia |
Titolo dell’incontro: La Parola Poetica e la parola della legge. Rifugiati di guerra: lasciti di donne in fuga. Oltre alle coordinatrici e organizzatrici, Anna Lombardo, Debra Werblud e Zingonia Zingone, c'erano studiosi del diritto, prof.ssa Pinton e prof. Zagato, e i poeti e poete Basir Ahang (Afganistan), Ana Arzoumanian (Argentina), Nenad Glišic (Serbia), Efe Duyan (Turchia), Melike Inci (Turchia).
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| Relatrici e relatori della tavola rotonda |
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| Il cortile dell'Istituto Guggenheim |
Hanno declamato i seguenti poeti e poete:
Ana Arzoumian (Argentina), José Maria Prieto (Spagna), Efe Duyan (Turchia), Kadir Aydemir (Turchia), Gabriella Musetti (Italia), Nenad Glišic (Serbia), Terry Olivi (Italia), Selahattin Yolgiden (Turchia), Basir Ahang (Afghanistan), Gökçenur Ç. (Turchia), Beppe Costa (Italia), Fabia Ghenzovich (Italia), Melike Inci (Turchia), Craig Czury (USA), Andrea Garbin (Italia).
Brave le organizzatrici (Giuliana Grando, Lucia Guidorizzi, Anna Lombardo) a chiamare artisti così variegati e, parere mio, a ben scegliere quel nutrito gruppo di talentuosi poeti turchi (tutti uomini sui 40 anni e una donna, Melike Inci, anche lei giovane) che mi hanno tenuta con le orecchie incollate alla loro voce.
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| Il poeta afgano Basir Ahang legge alcune sue poesie |
Basir Ahang è stato uno dei primi a declamare le sue intense poesie, tra cui "Questo momento mi appartiene" (che potete leggere interamente qui http://frontierenews.it/2013/06/il-canto-del-rifugiato-questo-momento-mi-appartiene/ )
Per le mie sorelle isolate dal mondo
L'avvocata e poeta Ana Arzoumanian (argentina di origine armena) ha letto uno splendido frammento di una sua poesia in ricordo del genocidio degli Armeni da parte dei Turchi nel secolo scorso. La potete leggere qui in spagnolo http://registromx.net/ws/?p=5629 e nel suo sito http://anaarzoumanian.com.ar/
Strepitoso l'intervento del poeta spagnolo José Maria Prieto che prima ci ha letto alcune sue poesie ironiche, "Sotto sospetto", "Involontariamente, buona notte", e poi ci ha spiegato il suo amore per la poesia cinese, koreana e giapponese. Ce ne ha lette alcune da lui scritte in questi stili diversi, davvero uniche! Tra cui "Compleanno" e "All'improvviso" in tre terzine da 15 sillabe ciascuna e con finale ironico.
Sono state lette anche poesie di Poeti in Absentia, e quest'anno le organizzatrici hanno voluto leggere testi di uomini del carcere di Rebibbia che hanno frequentato il corso di poesia all'interno della prigione.
Efe Duyan, poeta e architetto, ha letto tutte poesie molto belle e ironiche: "Call center", "Consigli per l'arredamento o cose importanti in una casa?", "L'operaio che incontrò suo figlio alle barricate dei militari" (il padre va a manifestare e scopre il figlio in uniforme con il fucile davanti a lui), "Mehmet e Osman nella fabbrica del monopolio di stato".
Il suo sito con poesie: http://www.efeduyan.info/#!poems-in-english-i/c19sx
Selahattin Yolgiden ha letto una bellissima poesia dal titolo "Giovan Battista Pergolesi".
Gokcenur C. ha chiuso il gruppo dei turchi in bellezza, regalandoci la sua dirompente ironia e dolcezza con "Maschera antigas, occhialini antiacido e latte" (l'equipaggiamento necessario per proteggersi dagli attacchi della polizia durante le manifestazioni giovanili dello scorso anno a Istanbul) , "La morte prende le stelle della notte per ferite con le croste", "Sei lontana dal tuo paese e io sono là".
Tutti i poeti turchi, non solo questi tre su cui mi sono soffermata perché ancor di più mi hanno entusiasmata con la loro ironia e i cenni alla storia attuale turca, li potete leggere in italiano su questo prezioso e ben fatto sito (ve lo consiglio!)
https://defterpoesiaturca.wordpress.com/tag/gokcenur-c/page/2/
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| Poeti e poete: saluti finali |
Il Festival è stato davvero interessante e arricchente, peccato la poca gente tra il pubblico, alcuni forse andati via durante il pomeriggio di sabato perché la maratona è stata un po' lunga (abbiamo gradito molto la presenza musicale della brava Carolina Curry). Forse si potrebbe far leggere un gruppo di poeti la mattina, così da alleggerire il pomeriggio.
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| La locandina ufficiale |
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| Il giardino del Centro di Documentazione e Cultura Armena |
Festival promosso dall'Associazione di Amicizia Italia Cuba Circolo di Venezia "Vittorio Tommasi", a cui hanno dato il Patrocinio Il Comune di Venezia, Commissione alla Cultura, Città in Festa, Università Ca’Foscari Archivio Scritture e Scrittrici Migranti, Unione degli Armeni d’Italia.
A livello internazionale il Festival è voluto dal Proyecto Cultural Sur Internacional, la Rivista Isla Negra e il Festival Internacional de Poesía de La Habana a cui l'Associazione Italia-Cuba è affiliata da anni.



























